Visualizzazione post con etichetta Chris Ware. Mostra tutti i post
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Qui un articolo di Daniele Barbieri, pubblicato su Golem L'indispensabile, dal titolo Leggere, guardare - il ritmo del respiro fra parole e immagini.

Qui, invece, un articolo su Chris Ware, di Matteo Stefanelli, pubblicato su ComicsCode (e devo ringraziare Samantha per avermelo detto), dal titolo Sull’Arca dei comics con Chris Ware - McSweeney’s raccoglie il meglio della ricerca artistica nordamericana

Sul Fumo di China in uscita per Lucca un mio articolo che gira intorno a Paolo Bacilieri e Zeno Porno, che tanto posterò appena sarà dato alle stampe.


Ah!
Si sta organizzando una cosina molto carina in forma di concorso ma anche di più (ovviamente in collaborazione con FlashFumetto) che darà frutti all'interno della prossima edizione di BilBOlBul e non solo. E' ancora in via di definizione ma credo potrà riscuotere molto interesse. Se ne comincerà a parlare tra un mesetto e mezzo, almeno, ma intanto..

Domani Cremona!

Maestrie eMaestri . 2

Altri autori nei loro momenti di disegno. Ovviamente nessuno dei video è in italiano, vista l'attenzione e/o l'intraprendenza pubblica verso il fumetto nel nostro caro paese.

Comunque.. il primo è un breve video su Lorenzo Mattotti ed è adattissimo per chi conosce il francese.

Di Mattotti, poi, esiste in Italia un documentario omonimo, realizzato da Mithril Production per la regia di Renato Chiocca. Interessante e saturo di contributi di autori diversi, da Enzo Dalò a Tonino Guerra, da Antonio Albanese a Gabriella giandelli e molti altri.




Qui sotto invece c'è un video su Moebius che, in veste di Jean Jiraud, si cimenta nella realizzazione di Blueberry.



Milo Manara al lavoro, ovviamente doppiato in francese.



Ultima cosetta è una parte di un ben più corposo documenatrio interessantissimo su Chris Ware, che permette di vederlo al lavoro, nella sua quasi maniacale precisione e di scoprire un po' di altre sue abitudini.


A presto!

Fumetto e Fruizione Collettiva


Io amo ballare.

Per ballare serve della musica. Giusto?

Oltretutto la musica è una cosa che permette alle persone di vivere insieme alcuni momenti. La musica, a differenza della letteratura e del fumetto, può essere vissuta in gruppo.
Si può anche guardare un film insieme ad altre persone. Al cinema, tutti zitti e al buio, oppure davanti ad uno schermo senza limiti di rumore. La gente può intervenire, in maniera totalmente autogestita, in ogni momento e quindi si può, fondamentalmente, guardare un film insieme ad altre persone.

Bene. Questa è una figata. Una esperienza comune; abbiamo bisogno di questo.

Guardare un dipinto, una scultura, una installazione o addirittura l' assistere ad una performance sono ancora azioni che possono essere fatte con altri.

Ancora una volta se ne può parlare, con altri "fruitori", in diretta.
Praticamente è come ballare insieme ad un concerto, in termini di "comunitarietà" raggiungibile, anche se l'esperienza è ben diversa.

Bello.
Stesso discorso per l'andare a teatro, sia che voglia dire infilarsi in un luogo preciso chiamato Teatro e sedersi tecnicamente in una platea sia che significhi trovarsi nello spazio libero di una piazza o nei pressi della diga del Vajont, tale è la libertà che il teatro possiede.

E' chiaro dove voglio arrivare. Esiste da sempre ed è attuata la possibilità di leggere in pubblico dei testi precedentemente scritti. Di vario tipo, da quello narrativo a quello di approfondimento (magari in sede di convegno).
Esistono persone, che magari sono attori, doppiatori, speaker o direttamente scrittori che possono condividere "in diretta" quelle parole con altri. Quindi, al di là della lettura personale, la letteratura può essere fruita socialmente.

E' praticamente fondamentale poter raccontare una propria esperienza ad altri (senza che questo voglia dire farlo sempre).
Quando si è nella bolgia di un concerto e si passano ore a ballare, muoversi e navigare nello spazio "musicato" si vive un qualcosa di sociale, che è sempre notevole.

Ora, il Fumetto.

Il fumetto non permette la fruizione collettiva. Non è che si può stare in 5 su un fumetto e goderne gli sviluppi insieme. Certo è che si possono sfogliare alcune pagine con qualcuno accanto osservando l'aspetto visivo delle singole immagine composte o delle tavole, ma non è possibile leggerne lo sviluppo reale poiché ogni indiviuo ha un proprio tempo di lettura.

Non sono ancora nate delle modalità di lettura pubblica che tengano conto di tutto quello che è l'aspetto visivo del mezzo.

Mi spiego meglio, le poche letture pubbliche di opere fumettistiche si sviluppano solitamente in questa maniera: le tavole vengono proiettate su uno sfondo ed una persona (presumibilmente l'autore delle tavole) si "limita" a leggere le parole ad alta voce.

In alcuni casi è possibile che venga inserito l'elemento audio-musicale (come in una lettura del BaoBab di Igort, in occasione di una sua mostra al TaMatete di Bologna nel 2006, in cui la musica era inoltre da lui composta).

Alcuni autori, come Jessica Abel e Matt Madden, fanno parte di Comix Decode e in diverse serate mettono in scena dei reading delle loro opere ma non so ancora in che cosa precisamente consista questo progetto.

Effettivamente io stesso sto ora progettando una cosa che, per me, potrebbe essere una modalità di lettura pubblica che tenga conto di tutte le caratteristiche multidisciplinari del fumetto e delle sue più precise connotazioni. Una cosa vicina anche al teatro. Spero di riuscire a concretizzarla a breve, comunque sia tutto ciò è un limite, se si pensa in termini di intrattenimento (intelligente, impegnato o meno).

Un'altra strada per una fruizione non solitaria potrebbe essere l'esposizione. In questo contesto ci si va ad avvicinare alle abitudini del mondo dell'arte in genere.

Ma un fumetto in mostra difficilmente può essere considerato originale. Una mostra che presenti tavole "originali", quando esistono, potrebbe servire a fruire di un fumetto come opera d'arte qualunque, ovvero permetterebbe e permette di osservare le implicazioni di disegno e di manualità in genere, che sono solo una parte del tutto.

Non si può certo seguire una storia o un racconto, qualunque esso sia, perché non si trovano esposte tutte le tavole che la comporrebbero se non in rari casi.

Ma in quei rari casi la mostra presenterebbe una versione "da mostra", estrapolata cioè da quella che è la casa e l'originale manifestazione di un fumetto: il libro. A meno che non si tratti di cose pensate per essere singole, come una "vignetta" o una striscia. Per il resto?

Io amo il fumetto, ma questo è forse un altro limite, bello grosso.

Che ne dite? Qualcuno ne pensa qualcosa?

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Comunque, tanto per mixare musica e fumetto e dare un "senso" al titolo di questo post QUI sotto potete vedere e sentire Chris Ware che suona il piano, e non è neanche male, secondo quello che mi dicono le mie orecchie..

Mamma Mia, YouTube è una droga!




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Visto che l'ho trovato, ecco una piccola spiegazione di come funzionavano i FUMETTI IN TV, da Guido De Maria in persona.




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L'immagine in alto è mia, potrebbe stare nella sezione Quaderni, ma sta qui.