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Incredibile... ho comprato Dylan Dog, e l'ho letto.


Davvero, incredibile.

Cacchio, per me è quasi impossibile comprare un Dylan Dog perché non riesco a leggerlo. Io non compro, tendenzialmente, nessun lavoro Bonelli. Devo dire, con un po' di vergogna, forse, che non ho mai letto nemmeno John Doe e altre, presumo, buone cose che l'editoria fumettistica seriale distribuisce nelle edicole. Ogni tanto ci ho provato, tempo fa, con qualche Dylan, una volta con Dampyr e anche con Brendon e Napoleone, ma sempre una volta sola.

Proprio non è un'esperienza interessante, per me, leggere "queste cose", generalizzando; poiché è ciò che faccio. Quando ne ho comprati ero tendenzialmente ammaliato dalle capacità di diversi disegnatori potentissimi: il Bruno Brindisi, Angelo Stano, Corrado Roy, Paolo Bacilieri ma anche altri, da Mastantuono (il Corrado) a Ticci, da Ambrosini a Cossu (..nella sua semplicità) e quindi non li ho proprio-proprio letti, ne ho sfogliato le "straordinarietà".

Ho preso il 250, lo specialone disegnato da Brindisi, colorato dallo studio Tenderini (che ha la sua porca potenza) e scritto da Tiziano Sclavi in persona. Voglio dire... Brindisi, secondo me, non era in gran forma ma non si butta assolutamente via e la storia, nel suo delirio apparentemente senza movente mi è diventata pure una successione di vicende grottesche e immaginifiche non troppo frigide, quindi non mi è dispiaciuto.

Ma.
La sensazione che ho avuto è stata quella che ho spesso sfogliando "quel tipo di fumetto", cioè che fossero tutti "bellissimi disegni, contornati".
I riquadri, la "gabbia" delle vignette, i balloon belli-grossi ed elissoidali, il "letteringhino" e via andare. Non è che ci ho avvertito quella pregiata sensazione di trovarmi di fronte ad un fumetto.

Sono un disegnatore e vivo di immagini ma sono anche un banale mucchio di neuroni e di sinapsi con attorno un corpo. Se non mi si da della roba da collegare o su cui lavorare non so che farmene..

Oggi, però, ho avuto la sensazione di riconoscere alcuni meccanismi della retorica e della tecnica narrativo-linguistica del "Dylan" che ho letto. Le regole che regolano il Lettering, le forme dei balloon e delle vignette, i primi piani e i campi lunghi, i giochi di Silhouette, ecc..

Mi è piaciuto. La storia, niente di rivoluzionario, è decisamente intelligente e sa svelarsi poco a poco. Stano, porco cazzo, è mitico come al solito (per la verità non come quando fa le copertine, che non sono quasi mai carine...) e sa dare "atmosfere" a quelle potevano rimanere "situazioni".



Poi ci sono le vignette con gli angoli arrotondati che sono sempre al limite della decenza e, ugualmente, i contorni tratteggiati dei balloon che contengono sussurri, però, effettivamente, questa volta mi sono sembrati ragionevoli; facenti parte di una grammatica rigidissima ma davvero funzionale.

Non è male, per niente.
Credo che ne approfondirò, studiando bene, le strutture e le "scuole" per lo sviluppo in arrivo di Lectura Fumetto.

Il fascino della grammatica-per-immagini mi sposta e muove come poche cose sanno fare e questa è grammatica vera. Rigida. Una delle possibili. Da approfondire.



Ma avete letto "Maciste e altre storie" di Stefano Misesti? Cazzo, è qualcosa di impensabile e inenarrabile! Bellissimo.

Ci torniamo.


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Ohi, il "Tex" è disegnato dal maestro Mastantuono.