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Un BLu gigantesco sopra il mondo


E' inutile dire che secondo me, nel mondo intiero, non esiste molto di più evoluto.

BLu è un cumulo di neuroni preziosissimo. In mille posti nel mondo si trovano i suoi lavori, i suoi murales (se li vogliamo chiamare così), da molti anni ormai. Abilità da pittore cinquecentesco. Cose spesso gigantesche, immaginifiche come poche e drammaticamente contemporanee.

Però, le sue animazioni sfondano anche le pareti e le decorazioni che "sono" la storia dell'arte tutta, sfondano i confini della cultura pittorica, delle logiche dell'animazione, del linguaggio cinematografico, dell'immaginario di certo fumetto e delle filosofie di scrittori e compositori "maledetti".
Il packaging, il marketing (buzz, guerrilla e viral) e il vecchio concetto di "museo", già esploso da tempo, si integrano, tramite BLu, con le basi più recenti e più future della comunicazione tutta, il web, per il quale i suoi lavori sono novità, nonostante la vastità del web stesso.

BLu è qualche cosa di proporzioni titaniche.


Gaza Strip

"La striscia di Gaza"
, realizzato per QUESTO.

E' tutto in rete, ed è copyright dell'autore.

AnimaTive !

Se si pensa all'animazione e all'innovazione appaiono subito alcune cose, tra cui queste tre, alcuni più divertenti altre più "datate" negli effetti..

Sicuramente The Skeleton Dance della Walt Disney rimane una delle pellicole che fanno capire come mai la parola Disney sia diventatata così importante nel mondo. In realtà tutto il ciclo Silly Symphonies in generale, ma questa è carinissima:



Poi, sicuramente, il genio di Norman McLaren continua a stupire!
Questo è Neighbours, del 1952 ed è un altra applicazione e della stop-motion applicata agli esseri umani che rimane paradigmatica (oltre a Svankmajer, intendo..):



Qualcosa di più "datato", invece, è questa pellicola di Viking Eggeling, che risale al 1924.
Symphonie Diagonale è una roba che, quando è apparsa nella Germania di quegli anni, ha fatto scalpore ed ha stupito moltissimo, poiché risultava qualche cosa di nuovo e stupefacente.

Immaginatevi un mondo che ancora ha poca dimestichezza con il cinema e immaginatevi un tot di persone in una sala buia che ascoltano, come di consueto, un brano musicale coinvolgente e vedono galleggiare a mezz'aria, in direzione di una parete delle linee e dei disegni bianchi che seguono il ritmo e la musica e che si espandono e ritraggono in aria, senza che si capisca dove inizia e dove finisce lo "schermo".

Fù qualche cosa che difficilmente poteva essere letto come "proiezione" e che diventava un vero effetto speciale, in movimento:

SvankMajer e il cibo

Divaghiamo:




Qualcuno conosce Jan Svankmajer? Praghese, nato nel 1934, potentissimo autore immaginifico ed estremo? Beh, la sua faccia è questa:


Questo qua è un genio e chi lo conosce lo sa. Ha fatto parecchie cose diverse nella vita ma la sua produzione cinematografica è qualche cosa che non si scorda.
Ha lavorato anche al Faust e ad Alice (nel paese...), tra lungo e cortometraggi, portando ad esiti paradigmatici il concetto di stop-motion.



Qui metto 3 video. Il primo, in alto, fa parte del ciclo FOOD composto da 3 corti rispettivamente su Colazione, Pranzo e Cena. Il primo, in alto, è la colazione, questo qua sopra è il pranzo. Durano circa 5 minuti.

Qua sotto, invece, c'è MEAT LOVE, strabiliante animazione in stop-motion di due fette di carne. Dura 1 minuto.

Ora, il consiglio è che i vegetariani evitino di vedere quest'ultimo, perché la carne è vera. Siccome so di almeno due persone vegetariane che possono capitare in questo blog, non vorrei mai...



Codici Animati

E' vero che non ci sono più le sperimentazioni di una volta, in fatto di animazione. Le sperimentazioni che erano proprie degli esordi di questa forma o disciplina, derivante dalla scoperta di tecnologie nuove, che hanno aperto le strade al mondo del novecento, nel bene e nel male e che hanno permesso di giungere ad esiti nuovi eppur basati su ciò che fino a quel momento esisteva.
Nacquero sperimentazioni su pellicola, sulle forme, sul colore e il suono, nacquero percorsi animati dadaisti, espressionisti, illustrativi e percorsi che portarono la scultura ad essere animata, attraverso la stop-motion e permisero nuove avventure, tra cinema e animazione in genere.

Poi arrivò il caro Walter Elias Disney. E fece, lentamente, piazza pulita di tutto quel nuovo fermento. Nacque quello che è ormai famoso come "cartone animato".

Ormai, si sa, i cartoni animati sono quelle cose disegnate (a volte chiamate "fumetti") con immagini colorate spesso considerati per bambini, almeno fino alla nascita del 3D. Allora, saltando in un momento tutta la storia dell'animazione, ci sono alcuni esiti contemporanei straordinari, a mio avviso.

Parliamo di serie animate e vediamo le stilizzazioni proprie del nostro tempo, con immagini sintetiche, poche linee ma ben consapevoli, pensate sia in termini di espressività che di realizzazione tecnica privilegiata.

A partire dall'ormai storica serie di Bat-Man, visivamente così dinamica e semplice da essere memorabile, che già era l'espressione di mutamenti in corso, nella concezione dell'immagine disegnata, che sempre più si allontanava dalle sinuosità e dalle rotondità di tanta illustrazione morbida e manierata arrivando a vere e proprie correnti, divise spesso dalla tecnica.

Nasce poi la web-animation, con tutto il bagaglio della semplificazione di Macromedia Flash. Da lì in poi una nuova estetica. Arriveranno gli Happy Tree Friends, ma anche Le Follie Dell'Imperatore, arriveranno, da un'altra ondata, i Pokemon, espressione paradigmatica delle semplificazioni di icone bitmap e immagini da videogioco del Giappone, poi il circuito Cartoon Network, che apre queste frontiere in maniera variegata, contrapponendosi definitivamente al quasi defunto "bel segno" disneyano.

Da lì nuovi mondi divengono ufficiali. Nascono (e qui arrivo al termine della logorrea), le SuperChicche e Samurai Jack.

Due opere-paradigma. La prima estremo conclamato dell'estetica dell'icona applicata alla narrazione, la seconda esempio magistrale della sintesi contemplativa, visiva e narrativa.



Le SuperChicche sono chiaramente un apice, apprezzabile o meno (per me potenziale oggetto di culto) dell'immagine piacevole, leggera, riutilizzabile e dell'animazione veloce, rapida ed efficace.

A fine ottocento non sarebbero mai potute nascere.
Ora sono uno degli esiti televisivi più interessanti, per me. Da poco, poi, ho avuto modo di vederne il lungometraggio cinematografico e mi ha steso.


Una levigatissima superficie di animazione sublime, se vi capita e un minimo amate le SuperChicche non perdetevelo. Questo è il trailer:



Samurai Jack è un'altra cosa. I toni sono più scuri, il tema è più delicato e molte volte ci si trova di fronte ad episodi quasi interamente muti. Molti silenzi, attese, comtemplazioni di ambienti e spazi.

Non è poco, per una serie televisiva oggi, animata o meno.

Ovviamente, deve interessare una storia fatta anche di battaglie e scontri tra samurai e nemici variegati. Ma è straordinaria, è permette animazioni agilissime. Un piacere per gli occhi.





Inoltre è molto illustrativo e, soprattutto a livello di scenografie, si possono trovare immagini bellissime, ricchissime e assolutamente contemporanee.
Se qualcuno dovesse essere curioso, questo è il blog di uno scenografo della serie, dove troverete cose stupende, che non sfilano davanti agli occhi durante l'animazione ma che si possono ammirare come illustrazioni.

Questo, invece, è un esempio della serie, che ha che fare anche con 300 di Frank Miller. Una cosa bizzarra, che potrebbe interessare anche gli amanti del caro Frank, tra i quali non figuro io:

Niente, niente, Qualche segnalazione..

Alla fine mi sono deciso a segnalare lo spazio del collettivo teatrale di cui faccio parte.

Il Cerchio. Inutile stare qui a fare curriculum, là ci sono alcune foto di spettacoli. Di recente il gruppo ha messo in scena una breve performance in occasione del progetto Ecole del Rusco, a cura della galleria bolognese La Pillola, per il quale ha lavorato anche l'eccellente MP5, qua potete vedere alcune foto del suo lavoro (le immagini del 2° post, quelle con gli "omini")..

In più volevo far sapere che ho da poco scritto una "esperienza di lettura" per il prossimo numero della rivista Hamelin. Là mi sono occupato di Casi Violenti, opera d'esordio della coppia Gaiman-McKean. Bòn.

Ultima cosa.

Mi onora dire che ho collaborato al secondo numero di Nubi, che verrà presentato a Lucca Comics (and Games), con un articolo che cerca di analizzare in dettaglio la problematica espressa in quel post in questo blog intitolato Fumetto e Fruizione Collettiva.

Il secondo numero si occuperà, se ho capito bene, proprio del rapporto tra Fumetto e Popolo attraverso contributi variegatissimi di tanti tra autori, sceneggiatori ed esperti.


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Questi qua sotto sono i link di alcuni interventi del Festival Della Mente, che si possono ascoltare attraverso il sito della manifestazione e che sono, secondo me, di grande interesse:

Dall'edizione 2007, appena passata, l'incontro tra Igort e Matteo Stefanelli, lucidissimo esperto e studioso di fumetto: QUA

Poi, dalla scorsa edizione, l'interessantissimo incontro tra Lorenzo Mattotti ed Emilio Varrà, esperto di fumetto e operatore culturale: QUA

Gli ultimi (e questi non li ho ancora ascoltati ma già li consiglio) sono, dell'edizione 2006, quello di Ascanio Celestini: QUA e, andando ancora a ritroso (perché come un vaso di Pandora mi si è spalancato il sito del Festival solo in questi giorni), Marjane Satrapi: QUA e lo straordinario Toni Servillo, accompagnato da Gianfranco Capitta: QUA

Credo possano essere molto interessanti, per chi è interessato!


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Ultimissimo: questo qua sotto è un video realizzato da BLU, straordinario e celebre disegnatore, writers, graffitaro, come cacchio si dice..

E' qualche cosa di sconvolgente e inaspettato. Per chiunque conosca le sue immagini fisse, guardare questo video sarà folgorante:




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Inoltre è on-line da poche ore il book-trailer del catalogo Komikazen - Cartografia dell'europa a Fumetti, edito da Edizioni Del Vento. Ho avuto modo di parlare con l'editore a Ravenna e.. veramente.. ha le idee precise e vaste di chi sa come muoversi. Sono in gamba questi qua, da tenere d'occhio:


ChiCChe già Scartate.. da mangiare.

Dave McKean è autore pluripremiato, come disegnatore, illustratore, regista e fumettista (sicuramente anche per altre cose che non so), di questo The Week Before che, a mio avviso, rimane uno dei picchi più alti del suo "cinema" che tendenzialmente risente delle sue grandi capacità immaginifiche e rischia sempre di rimanere in bilico tra il "troppo virtuoso" e il "poco credibile", in termini di effetti raggiunti.

A mio avviso, ovviamente.

Comunque questo è figo, e non si vede neanche troppotroppo male!



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Questo è il trailer di Little Nemo in Slumberland, realizzato da una casa di produzione inglese chiamata Hemdale Film Corporation.

Alla sceneggiatura e al plot hanno collaborato, tra gli altri, anche Ray Bradbury e Jean "Moebius" Jiraud!

Le atmosfere sono abbastanza fedeli a quelle del fumetto e i personaggi sono ripresi con cura, anche se lo stile di disegno non è lo stesso di Winsor McCay.. Le animazioni sono ottime e il tripudio di colori, forme ed elementi variegati in movimento sembrano far proseguire in altra forma certa energia che vive nel fumetto. Effettivamente da vedere, per chi ama Little Nemo.

Anche per paragonarlo ai lavori cinematografici del buon Winsor, che rimangono (anche anagraficamente) molto più artigianali di questo pellicola..



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Ok, qui sotto vedrete Alan Moore. Attenzione.

E' una visione bizzarra, mettete a letto gli esteti.



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E qui trovate La Coda, di Gianluigi Toccafondo...

Un minuto e 51 di occhi contenti.

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Un po' in ritardo mi accorgo di una succosa video-chicca, realizzata come trailer di un libro di Fabian Negrin, edito da Orecchio Acerbo, dal titolo "Una rapina da 4 soldi".

Distribuito da qualche mese, ormai, è un libro veramente speciale, ennesima tappa del percorso di un autore contemporaneo che ha lasciato e lascerà sempre più il segno nell'editoria italiana. Inoltre in collaborazione con una delle case editrici più interessanti degli ultimi anni editoriali del nostro paese, soprattutto in termini di libri illustrati, collane, formati editoriali e proposte visive ardite, sperimentali, innovative. Forti e sensate.

Si muove roba buona, in mezzo alle ovvietà d'Italia..