"Nati in casa" e "Sexmachine" i suoi spettacoli.
Una notevole donna di teatro, collabora con Teatro Club Udine,
in coppia con Massimo Somaglino
con il quale ha scritto il primo e il quale li ha diretti entrambi.

Questa qui sopra è un'immagine di "Nati in casa", visto a Bologna ieri (6 Maggio) dopo averlo visto in dvd nella collana "Teatro incivile", uscita in allegato a L'unità.
6 uscite, 6 autori: Davide Enia, Ascanio Celestini, Emma Dante, Mario Perrotta, Armando Punzo e Giuliana Musso.
Un po' un tentativo di tracciare una linea degli esponenti di oggi di quel "teatro di narrazione" ora in voga, nato ufficialmente con Marco Paolini, Laura Curino e Marco Baliani dopo esperienze che oggi si considerano il "prima", come il lavoro di Dario Fo.
Lei è bravissima, capace di gestire molti, molti livelli di comunicazione gestuale contemporaneamente senza mai perdere di vista lo spazio scenico - reale e narrato - e senza mai mostrare sbilanciamenti, sul palco e nei toni. Più brava ora di quando hanno registrato per il dvd, un paio di anni fa.
Lo spettacolo alterna il racconto del parto moderno (tra ospedali, epidurali e tagli cesari) alla rievocazione del parto "in casa", appunto. Figura principale, la levatrice. Professionista ormai in parte dimenticata che con meno strumenti di oggi portava alla luce bambine e bambine, districandosi tra preoccupazioni, mariti ansiosi, aspiranti levatrici e stradine di campagna in cui muoversi, notte e giorno, in bicicletta o a piedi.
Lo spettacolo riesce ad essere un affresco emozionale straordinario e al tempo stesso un ottimo saggio di tecniche e strumenti e di come sono cambiati nel tempo. Arrivando anche ad alcuni numeri sui parti di oggi e si scopre, ad esempio, che l'Italia è uno dei paesi europei in cui è più alta la percentuale di tagli cesari, con tutto ciò che ne consegue.
Un documento bellissimo da vedere. Attendo con ansia Sexmachine, lavoro sulla prostituzione di cui vidi tempo fa un frammento. Potentissimo.
Infinita
Ho già parlato di loro. Sono bravissimi. Berlinesi. Fanno teatro muto, raccontando storie spiccatamente internazionali. Avevo già visto 3 loro spettacoli e mi mancava questo, Infinita.
L'ho visto a Trento, al teatro dei rozzi, ed è stato molto denso.
Più cupo e triste delle altre loro opere, più inesorabile nella storia, dalla nascita alla morte del protagonista, passando per una storia d'amore, dei giochi di bambini, una casa di cura e una straordinaria sintesi scenica della tomba dove risiede la sua amata.
Un rettangolo di luce, con una rosa sopra.
La regia è fichissima, abbinata ad una struttura scenografica perfettamente integrata con lo sfondo, composto di proiezioni che integrano lo spazio narrato e fisico dello spettacolo col mezzo cinematografico.
In diversi momenti si passa dal palco alla proiezione e viceversa senza assolutamente percepire il passagio di "linguaggio", in giochi di silhouette raffinatissimi.
Credo sia forse la cosa migliore che hanno fatto, anche se mi è mancata la componente comica degli altri spettacoli.
Un pezzo di teatro spaventosamente alto, quello in cui i 4 "vecchi" suonano insieme, sulla panchina, con i bastoni, cercando di capire come funziona l'antenna della radio e producendo alcuni minuti di ritmo visivo e musicale allucinante. Una partitura che schiva la narrazione, le storie e le sceneggiature e porta a godere di giochi bellissimi senza bisogno di racconti. Mi ha ricordato un "assolo fisico" di Slava in Slava's Snow Show, in cui il clown, morente perché trafitto da 4 frecce, si dimena, in piedi, sul posto, producendo una danza che è solo gioia ritmica.
Non perdeteveli, quando passano in Italia!
Falcinelli e Poggi
Lunedì 12 Maggio
Feltrinelli piazza Ravegnana 1
Bologna - ore 18
Chiunque non li conosca è invitato a venire. Non sapete cosa potreste perdervi.
Chi li conosce ci sarà.
A breve il resoconto del bell'incontro con il
mastro Palumbo, bello bello!
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(cliccate sulle immagini per andare nei relativi siti)
Ho già parlato di loro. Sono bravissimi. Berlinesi. Fanno teatro muto, raccontando storie spiccatamente internazionali. Avevo già visto 3 loro spettacoli e mi mancava questo, Infinita.
L'ho visto a Trento, al teatro dei rozzi, ed è stato molto denso.
Più cupo e triste delle altre loro opere, più inesorabile nella storia, dalla nascita alla morte del protagonista, passando per una storia d'amore, dei giochi di bambini, una casa di cura e una straordinaria sintesi scenica della tomba dove risiede la sua amata.
Un rettangolo di luce, con una rosa sopra.
La regia è fichissima, abbinata ad una struttura scenografica perfettamente integrata con lo sfondo, composto di proiezioni che integrano lo spazio narrato e fisico dello spettacolo col mezzo cinematografico.
In diversi momenti si passa dal palco alla proiezione e viceversa senza assolutamente percepire il passagio di "linguaggio", in giochi di silhouette raffinatissimi.
Credo sia forse la cosa migliore che hanno fatto, anche se mi è mancata la componente comica degli altri spettacoli.
Un pezzo di teatro spaventosamente alto, quello in cui i 4 "vecchi" suonano insieme, sulla panchina, con i bastoni, cercando di capire come funziona l'antenna della radio e producendo alcuni minuti di ritmo visivo e musicale allucinante. Una partitura che schiva la narrazione, le storie e le sceneggiature e porta a godere di giochi bellissimi senza bisogno di racconti. Mi ha ricordato un "assolo fisico" di Slava in Slava's Snow Show, in cui il clown, morente perché trafitto da 4 frecce, si dimena, in piedi, sul posto, producendo una danza che è solo gioia ritmica.
Non perdeteveli, quando passano in Italia!
Promemoria:
Falcinelli e PoggiLunedì 12 Maggio
Feltrinelli piazza Ravegnana 1
Bologna - ore 18
Chiunque non li conosca è invitato a venire. Non sapete cosa potreste perdervi.
Chi li conosce ci sarà.
A breve il resoconto del bell'incontro con il
mastro Palumbo, bello bello!
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(cliccate sulle immagini per andare nei relativi siti)

