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Ok, è finita. No, dico... Lunedì-Fumetto. E' finito. Rimangono alcuni resoconti ma le date sono finite, e ci si può riposare un pochito. Ora, devo dire, sono saturo.

Saturo, di fumetti. Un'indigestione notevole.

Mi piacerebbe non leggerne più, non parlarne più, non vederne più, per un po'. Non succederà, ma un po' si allenterà la corda. 'Che il passaggio dall'amore all'odio è roba veloce!

Però, da ora in poi, magari mi rimetterò a scrivere, anche per il blog, visto che ci sarà più tempo. Ora sto preparando un lavoro teatrale e avviando un grosso progetto collettivo "da galleria", che non rientra nel mondo del fumetto.

Però, forse, mi metterò a fare alcuni post sui "contro" del seguire i fumetti oggi.

Per riordinare le idee e capire fino a che punto mi sembra una cosa poco raccomandabile. 'Che scrivere porta sempre chiarezza. Mi ci metto, si si.

E altro ancora.. ... APPUNTO. Non smetterò di occuparmi di fumetto. Ormai sono fregato, ci sono dentro fino al collo :)


Scusate lo sfogo, tra un po' pubblico della "ciccia"...

Ma l'avete visto "Un treno per Darjeeling"? Bellissimo film.

A presto, allora...

Il meglio del fumetto, nel 2007


OK.
Il 2007 è finito, ma da qualche parte bisogna cominciare a capire cosa ci ha lasciato, no?

Quindi, partiamo dal fumetto (poiché non possiamo partire dalla politica, dall'economia o dalla televisione, sarebbe troppo annichilente).
C'è un sito, "Lo spazio bianco" che si è attorniato di un simpatico numero di lettori abituali di fumetto e fumetti, di esperti o di "addetti alla lettura" in generale, di varia estrazione, per tracciare una classifica, una top-ten di ciò che è passato per le mani degli italiani nello scorso anno.
Sono stato invitato, con piacere, anche io.

Hanno vinto alcuni autori, hanno rischiato di vincere altri autori e si sono notate a tratti grandi distanze di punti-di-vista, ad altri tratti invece no.

QUI trovate i vincitori.

Di seguito, invece, pubblico la mia top-ten, che QUA trovate affiancata da tutte le altre:



1) Cronachette di Giacomo Nanni (Coconino press)
Giacomo Nanni ha intrapreso una strada che porta, per molti motivi, a nuove rivoluzioni. Da molto tempo non accadeva che un autore italiano costruisse una strada così personale e fertile. Con leggerezza, oltretutto.

2) Tomka di Massimo Carlotto e Giuseppe Palumbo (Rizzoli)
Ancora oggi Palumbo è uno degli autori che più si divertono a giocare col proprio disegno, la propria pittura. Una potenza indimenticabile, intarsiata ad una vicenda a metà strada tra la cronaca e il romanzo storico, con punte di straordinaria intelligenza, di inquadrature e apparizioni. Un libro di cui non si può dire esistano, separatamente, una storia e dei disegni.

3) La magnifica desolazione di Paolo Bacilieri (Kappa edizioni)
Bacilieri evolve con una rapidità sconvolgente e porta i suoi lettori ad una conseguente evoluzione nella capacità di lettura e decodifica del linguaggio-fumetto. A volte viene il dubbio che abbia le mani attaccate alle sinapsi del suo cervello e non alle braccia. Applausi.

4) Mamma torna a casa di Paul Hornschemeier (Tunuè)
Se Hornschemeier fosse qui in questo momento, lo abbraccerei. Questo libro racconta una storia stupenda. Da consigliare a chiunque. Chiunque. Oltretutto alcuni particolari fanno riscoprire il significato di ascolte parole filtrate da un amplificatore o dal ricordo, in maniera “fumettisticamente” raffinatissima.

5) Diario di un qualunquista di Gianluca Costantini (Fernandel)
Il contrario della vignetta satirica, sullo stesso campo di battaglia. Gianluca Costantini ha stratificato con rigore da blogger una serie di impressioni che con il tempo diventeranno documenti.

6) L’allegra fattoria di Riccardo Falcinelli e Marta Poggi (Minimum fax)
Finalmente qualche cosa che fa divertire, sorridere e, alla fine della lettura, riesce anche a lasciare una leggerezza che quasi non si riesce più a trovare, in questo mondo invaso dalla graphic novel e dall’attenzione al sociale. In più, un piacere per gli occhi, che ricevono stimoli da una grafica raffinata e dissacratoria.

7) PH-pc di Ausonia (Leopoldo Bloom)
PH-pc segna un punto. La fotografia a fumetti raggiunge, tramite Ausonia, livelli di poesia assolutamente squisiti. Ciò che si legge è triste e disperato e il linguaggio usato ne restituisce tutte le sfumature, proponendo una fondamentale partecipazione del lettore.

8) La perdida di Jessica Abel (Black velvet)
Un fumetto fatto di carne, sudore e disegnato in maniera molto fitta. Un grande romanzo che sembra trasudare amore per le cose che racconta e sembra anche riuscire a trasmetterlo. Jessica Abel in splendida forma, avvolta da una copertina intelligente ed unica. Bello.

9) Longshot comics di Shane Simmons (Proglo edizioni)
Molto meno “meta-fumetto” di quanto sembrerebbe a prima vista, questo piccolo albo ha tutto il sapore del fumetto autoprodotto ma tutto il ritmo, la cura e la complessità di una grande lettura. Insolito sul piano visivo sposta un po’ più in là le forme del linguaggio-fumetto.

10) Nekomajin di Akira Toriyama (Star comics)
Dopo Dragonball il genio Toriyama ha realizzato diverse cosette, ma questo volume ci riporta la spensieratezza e la stupidità dei suoi momenti migliori. Un teatrino dell’assurdo ben disegnato e ben raccontato che fa venire voglia di leggerne ancora. Adatto anche ad un pubblico molto giovane, che non è poco.


----------------- Segnalazione negativa ------------------

Mi trovo costretto ad inventare una sezione, con la speranza che questa segnalazione venga pubblicata nella mia top-ten, anche se, giustamente, non presa in considerazione. Sono serio.

Esercizi di stile – 99 modi di raccontare una storia di Matt Madden (Black velvet)
Segnalo l’inadeguatezza del volume in cui Matt Madden, partendo da un’idea più che notevole e potenzialmente fondamentale, porta la consapevolezza attorno al fumetto ad un livello talmente basso e pressappochista da rischiare di compromettere molti passi avanti. Un’eccezione negativa tra gli ottimi lavori di Madden. Questo libro è, oltre che un occasione perduta, un esempio di come il mondo del fumetto sia spesso cieco di fronte alle bassezze che raggiunge.


------------------- Menzione storica -------------------

1) L’acchiappastorie di Carlos Trillo e Alberto Breccia (Comma 22)
Un’altra opera fondamentale, tra quelle di Breccia, che Comma22 ripropone con cura strepitosa. Non bisognerebbe perdere niente, del Maestro, per questo motivo il volume è inevitabilmente una gioia.

2) Sogni di un divoratore di crostini di Winsor McCay (Free Books)
Di Winsor McCay tanti conoscono Little Nemo, pochi la relativa versione animata e pochi altre sue produzioni animate. Ancora meno sono quelli che conoscono altri suoi fumetti. Basta questo motivo per rendere questa edizione una chicca.

3) I professionisti di Carlos Giménez (Black velvet)
Ci sono opere più conosciute ed altre meno. L’eterna diatriba tra il riproporre opere famose a rischio di estinzione e il riproporre ciò che non si dovrebbe mai perdere perché troppo importante si risolve qui, nella pubblicazione di un pezzo di storia e storie troppo sconosciute.

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(detto tra noi, credo che il libro al primo posto, se fosse possibile, lo farei salire di altre 3 o 4 posizioni)



Ah! Se a qualcuno "ci piace" il Maestro Bacilieri QUI c'è la succosa intervista-resoconto del 1° incontro di Lunedì fumetto, non so se mi spiego!


Angolo degli appuntamenti: Lunedì 14 Aprile, Francesca Ghermandi alla Feltrinelli di piazza Ravegnana 1, Bologna.

Io ci sarò, ma con moderazione.

Una nuova nascita !


E' con gioia che segnalo l'inizio delle attività de La Piccola Industria dei Contenuti - centro culturale bolognese fondato da me e Samantha Luciani, che si occuperà di tantissime cose, dagli approfondimenti sulle variegate discipline culturali contemporanee in avanti.

Ora, però, senza svelare il futuro più lontano, dico che, ovviamente, partiamo all'insegna del fumetto.

Lunedì Fumetto - dalle 18 alla Feltrinelli è l'inizio del tutto!


Dopo Lectura Fumetto, Supereroi del Quotidiano e 30 minuti in 2000 pixel, nasce a Bologna

La Piccola Industria dei Contenuti, centro culturale dedicato all’approfondimento e alla discussione attorno alle discipline della cultura contemporanea.

Il progetto con cui inaugura la sua attività è LUNEDI’ FUMETTO.

Ogni lunedì per 3 mesi - Aprile, Maggio e Giugno - alle ore 18, nelle librerie Feltrinelli di Bologna si parlerà di libri e anteprime con autori ed esperti, approfondendo la cultura del fumetto - passata e presente - e il mondo dell’editoria, dell’illustrazione e dell’organizzazione culturale in genere.

Molti ospiti saranno protagonisti dei diversi "lunedì": Paolo Bacilieri, Giuseppe Palumbo, Andrea Plazzi, Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis, Gipi, Ausonia, Matteo Stefanelli, Giacomo Nanni, Francesca Ghermandi, Alessandro Sanna, Emilo Varrà, Luca Boschi e altri ancora.

Partner dell’iniziativa sono Flashfumetto.it, il Comune di Bologna - settore Sport, Giovani e Turismo e le librerie Feltrinelli.
L’evento sarà seguito, inoltre, da Comicus.it e Città del Capo - radio metropolitana.

Le case editrici coinvolte nell’iniziativa:
Rizzoli, Feltrinelli, Kappa Edizioni, Imatra Bloom, Coconino Press, Fernandel, Fandango Libri, Canicola, Einaudi, Minimum Fax, Salani, Comma22, Coniglio Editore, Topipittori, Black Velvet Editrice, Astorina, Bonelli, Pavesio Production.


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Poi.

Da oggi sono ufficialmente parte della scuderia di Exibart.com, il portale web legato all'importante ed omonima rivista d'arte. Ovviamente anche lì mi occuperò di fumetto e il primo contributo è su "Cronachette" di Giacomo Nanni. Ho voluto avviare questa collaborazione per diversi motivi e penso che, se me lo permetteranno, comincerò a scrivere anche nella sezione "teatro". Più avanti, però.



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Copio e incollo.. un freddo Memorandum


Cinque anni fa, esattamente il 20 marzo 2003, aveva inizio l'invasione dell'Iraq.
La guerra che allora sembrava di facile e rapida vittoria si è trasformata in un conflitto endemico che vede il paese mesopotamico completamente distrutto materialmente, culturalmente e civilmente.

Una guerra imposta all'opinione pubblica di tutto il mondo sulla base di falsi documenti e menzogne sostenute da personaggi come George Bush, presidente degli Stati Uniti d'America, Tony Blair, ex primo ministro inglese, Silvio Berlusconi, ex (e probabilmente prossimo) primo ministro italiano.

Molti dei primi post di Socialdesignzine, nata proprio in quei giorni, sono dedicati alla propaganda e... CONTINUA QUI.



Poche parole, comunque, servono in questo caso. Basta una buona comunicazione visiva per "mostrare", visto che non c'è bisogno di "spiegare" niente.

Mi sa proprio che...

...tra non molto si ricomincerà.


Che Rrose Selavy,
signora delle "modalità di ragionamento",
mi aiuti e mi segua.


Questa volta ho comprato il dominio e quindi passiamo al semplice ".COM"

Si chiude !



TrrrrrtrttttrrrTTrtrrrrtttt-TTrRRrrrrrttttttttttttTTttttttrrrrrTtTttrrrtT. .. . . .SBraNG !!! (rumore di una serranda che viene chiusa accanto al ciottolato di una piazza in una notte bolognese).

Dopo alcuni mesi mi sono infine reso conto che gestire un blog non è una cosa perfetta per me. Tra una cosa e l'altra porta i miei occhi a stare troppo tempo a contatto con la luce del computer.

Mica per il blog in se.
Perché avere un blog significa arrivare a far parte di una "community" di cui fan parte altri blogger e altre persone che gestiscono siti, in generale.
Succede che si va negli altri blog, magari si commenta e quindi poi si ricevono commenti. Succede che si clicca sui link degli altri e si scoprono altri blog e si conoscono persone (questa è la parte più interessante). Un blog che non permetta concatenazioni di conoscenze non penso serva a molto.

Tutto questo richiede tempo. Le cose da fare sono tante e si spera siano sempre di più, per cui... questo blog chiude.

Cioè... rimane qua, ma non verrà aggiornato. Pensare di aggiornarlo una volta ogni 2 settimane o più non mi piace, per cui saluto tutti.

Ringrazio tutti coloro che hanno seguito, più o meno silenziosamente, questo spazio. Nasceranno altre cose..

Buon Proseguo! : )

CLA

Il tempo nello spazio.. 30 minuti in 2000 pixel !

Eh, si. Finalmente è uscito il bando.

Lo segnalo con gioia, e mi accingo a realizzar le grafiche per cartoline e manifesti. Partecipate numerosi, che tra un po' sveliamo i nomi degli autori professionisti!


30 minuti in 2000 pixel – Giovani in concorso!


Si può sperimentare con il linguaggio del fumetto?

Si può raccontare lo scorrere del tempo con una sequenza di immagini? E con una sola immagine è possibile? Si può fare fumetto con la fotografia? Si possono inventare nuove modalità narrative oppure utilizzare tecniche ancora inedite?

Se pensi sia possibile Flashfumetto ti propone di realizzare un’opera a fumetti che abbia un vincolo temporale di 30 minuti ed uno spaziale di 2000 pixel, per sperimentare nuove soluzioni del linguaggio del fumetto.

30 minuti in 2000 pixel è il concorso a fumetti di ambito nazionale per giovani artisti indetto da www.flashfumetto.it, il portale dell’Ufficio Giovani del Comune di Bologna, in collaborazione con Hamelin Associazione Culturale. Il nuovo progetto di Flashfumetto è un concorso che si rivolge ai giovani dai 15 ai 35 anni, che abbiano voglia di sperimentare attraverso il linguaggio del fumetto senza limiti di tema, senza limiti di tecnica, ma con vincoli di tempo (30 minuti) e spazio (2000 pixel). L’obiettivo è ancora una volta quello di dare visibilità ai giovani e alla loro creatività, facendo emergere il talento delle nuove generazioni di artisti.

Il concorso scade l’11 Febbraio 2008 e una sezione dedicata del portale ospiterà tutte le opere pervenute che rimarranno nelle banche dati del sito.

Una giuria di studiosi, autori ed esperti selezionerà le opere più meritevoli che andranno a formare l’omonima mostra all’interno della seconda edizione di BilBOlBul – Festival Internazionale di Fumetto che si terrà a Bologna dal 5 al 9 marzo 2008, che ospiterà anche contributi di autori di fama nazionale e internazionale chiamati a misurarsi con questa sperimentazione.

Trovate il bando completo e i contatti su www.flashfumetto.it

Per maggiori informazioni:

Ufficio Giovani - Comune di Bologna – Settore Sport, Giovani e Turismo Redazione di FlashFumetto: giovani@comune.bologna.it | 051 2194706 | 051 2194639

Il Niente diventato Tutto (e unico)



Eeehh... lo so. E' un po', ormai, che non posto niente.
Ancora comunque, non lo faccio.

Queste parole solo per farmi vivo. Il problema è che sto terminando di organizzare una cosa che a brevissimo (spero!) segnalerò quà.. e poi non mi sento una grande amico del digitale, ultimamente..
Comunque si tratta di due cose: un concorso e una mostra, per FlashFumetto (tra Hamelin, BilBolBul e Future Film Festival)..

Intanto preparo il pezzo per Nubi 3 (e forse per il 4) e sono diventato pseudo-collaboratore di Exibart (dico pseudo perché ancora non ho pubblicato nessun pezzo)!

Oltretutto circa altri 1000 progetti prendono piede nella mia testa e quindi anche nel mondo.


L'immagine quà su è di GrandVille, stupendo e raffinato illustratore ottocentesco, che mischiava aristocrazia e animalità, nobiltà d'animo e pochezze della carne, nelle sue opere a cavallo tra incisione e chine.

Arnaldo Picchi: un inchino e un saluto

Quello a destra è Arnaldo Picchi, in un momento dei laboratori in via Valdonica, a Bologna.


Io l'ho conosciuto in veste di professore, ma per me è stato più che altro un maestro.
Mi ha insegnato, umanamente, troppe cose, e ogni volta che ci penso i miei occhi diventano umidi.

Alcune cose mi hanno cambiato e l'atmosfera di Picchi me la ricordo bene.

A distanza di un anno:

Giornata di Studi per

Arnaldo Picchi



10 dicembre 2007 - ore 9.30 - 19
Manifattura delle Arti - Via Azzo Gardino 65/a





Programma

- 9.30 -
Saluti

Pier Ugo Calzolari, Rettore dell’Università di Bologna
Giuseppe Sassatelli, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
Giuseppina La Face, Direttore del Dipartimento di Musica e Spettacolo



- 10.00 -
Wake, laboratorio e messinscena. Filmato

Regia e pedagogia
Presiede: Claudio Meldolesi

Claudio Meldolesi
Carlo Quartucci
Giuliano Scabia
Luigi Squarzina



- 11.30 -
Un inedito dall’archivio di Arnaldo Picchi: lettera per Franco Ferri


Avanguardie bolognesi / l’attore cittadino del Teatro Libero
Tavola rotonda presieduta da Gerardo Guccini

con
Giovanni Azzaroni
Luigi Gozzi
Giuseppe Liotta
Enrico Manelli
Renzo Morselli
Gianfranco Rimondi
Ubaldo Soddu
Carla Tatò





- 15.00 -
L’iconografia e il lavoro teatrale
Presiede: Marco De Marinis

Marco De Marinis
Renato Barilli
Paola Bignami
Elisa Brilli
Silvia Mei
Paola Pallottino
Luca Giovanni Pappalardo
Franco Ricci




- 16.45 -
Storie da un laboratorio permanente
Tavola rotonda presieduta da Massimiliano Cossati

con
Giovanni Infelise
Giacomo Martini
Davide Monda e una lettera di Roberto Roversi
Fulvio Ottaiano
Annalaura Trombetti

lettura delle testimonianze inviate da
Martin Gosman e Paolo Puppa


interventi degli ex studenti:
Tommaso Arosio - Francesco Ballarini
Ilaria Barontini - Tommaso Fortunato
Elena Galeotti e Gianni Bardi
Emilio Guizzetti - Fabio Irrera
Giovanni Marandola - Emanuele Serpentini



- 18.45 -
chiusura dei lavori
con un intervento di Fabio Roversi Monaco

BASTA !






QUI , in questi giorni, a puntate.

Su Political Comics..

L’evoluzione disordinata di Paolo Bacilieri

A dispetto di ciò che dice il caro Paolo Interdonato riguardo a Fumo di China, riporto un mio articoletto su un altro Paolo, il Bacilieri maestro, uscito nel numero presentato a Lucca Comics affianco ad una SuDiLui intervista. Si parla di Zeno Porno e di altre cosette:


Per chi frequenta abitualmente le disquisizioni attorno al fumetto italiano, espressioni come “fumetto popolare”, “fumetto d’autore”, “disegno realistico” e “disegno umoristico” sono talmente ovvie che è quasi impossibile non provarne nausea al solo pensiero.
Fortunatamente vengono sempre più superate, sia per l’impossibilità dogmatica di definire “popolare” il fumetto, sia perché il fumetto d’autore si è trasformato in tante di quelle cose diverse che ognuna di queste ha trovato un nuovo nome o una nuova etichetta sotto la quale stare, dal nouvelle-manga alla graphic novel, passando per il nuovo underground europeo delle riviste e dei collettivi fino ad arrivare al giornalismo grafico e all’autobiografia come genere definito e nobilitante.
La pratica del disegno, nel fumetto contemporaneo, porta a tipologie di opere e di ricerche diverse, per cui la vecchia distinzione svanisce di fronte alle grandi varietà che il disegno “realistico” raggiunge, nel suo proporsi con realismi emozionali più che accademici e mostrandosi anche attraverso fotografie, matite sporche, colori espressionistici e soprattutto segni antimanieristici. Sono anni in cui si corre alla ricerca di definizioni nuove e in cui se ne confermano alcune già esistenti.

Un notevole fermento che dà esiti tutti italiani, che fornisce spunti nuovi a nuove menti e che dà sempre frutti maggiori.

Eppure alcune cose, fortunatamente, sfuggono ancora. Mancano ancora delle definizioni, ammesso che siano necessarie. Tipologie di disegni e percorsi autoriali estremamente personali. Da Gianluca Costantini alle incursioni fumettistiche di Blu, da Ausonia a Paolo Bacilieri, per esempio, le definizioni saltano. Le griglie esplodono e i disegni si mescolano con fotografie, le calligrafie diventano impostazione grafica e i balloon acquistano morfologie narrative peculiari, a seconda dei casi.


I balloon di Bacilieri non si trovano in altri autori. Contengono non più solo i pensieri o i dialoghi o le descrizioni ma si configurano come strumento privilegiato della comunicazione visiva in tutte le sue mire e le sue calligrafie molteplici si fanno carico di tutta la tradizione della metafora visiva, portandola a eccessi notevolissimi.

Quando in passato Andrea Pazienza travalicava i generi esistenti per intrappolare anche in una sola tavola tipologie grafiche diversissime, spaccava i confini concettuali in un’epoca in cui erano molto netti e ora appare quindi come un manifesto, quasi un’enciclopedia di quei “modi”. Bacilieri è considerato uno dei pochi che oggi porta avanti quella determinata strada, ma le differenze sono tante e non basta una parvenza di somiglianza visiva qua e là per le pagine di un fumetto come Zeno Porno per rendere appropriate queste considerazioni.

Come si diceva all’inizio, oggi quasi non esistono confini, ma definizioni, spesso elargite con poca precisione. Bacilieri è sinonimo di uno sviluppo personale di abitudini, tendenze, tributi e tic da disegnatore, altrimenti definibili cifre stilistiche. È uno dei pochi autori italiani che fa tutt’ora uso di quelle “texture” che per tanti anni sono state mimate dai “retini” e che in lui sono straordinariamente vitali e maniacali. La narrazione “da romanzo” non è la struttura portante dell’opera e, come la maggior parte delle opere di Bacilieri, è uno dei fumetti più lenti da leggere, al giorno d’oggi, a causa della sovrabbondanza di immagini, personaggi, scenografie, parole e cambi repentini di vignette.

Zeno Porno rimane un’esperienza di lettura straordinaria, ben lontana dalle altre produzioni, che tendono ad allinearsi su un linguaggio essenziale perfettamente intrecciato con le necessità narrative, a tratti letterarie a tratti visionarie e simboliste.

Difficile anche poter definire il tema di un mondo come questo, poiché il tessuto drammaturgico si fonda sullo schietto “bighellonare” del protagonista, che non vive vicende particolari bensì una modesta mondanità variamente degradata che investe, a più strati, riviste d’epoca, cinema porno, scorci urbani, Giuseppe Palumbo, masturbazioni, mostri, migrazioni popolari e risse. Il tutto rappresentato come vissuto momento dopo momento senza un’apparente logica narrativa.

Gli episodi sona tanti piccoli gioielli tematici incastonati in una struttura assente e diventa ovvio immergersi nelle pagine in tumulto per cercare di ottenere tutte le informazioni possibili e scoprire tutti i segreti attraverso gli indizi variegati, prendendosi il tempo necessario, perché una lettura distratta non può dare frutti.

Ci sono immagini come quella che descrive l’interno del cinema all’inizio della seconda storia, nel primo volume, in cui la miriade dei frequentatori viene mostrata e raccontata come fosse in un quaderno di appunti, mentre si svolge a pieno tutta la sequenzialità del linguaggio in un’immagine unica (dove, peraltro, vediamo Moebius, Mr. Bean, funny animals, Aldo Busi, Palumbo e tanti altri) e tutte le figure, forse appartenenti in origine ad ambiti diversi, vengono disegnate con un’attitudine fagocitante che non distingue ma mostra le differenze in una lingua sola. Dalla ligne claire ai chiaroscuri a tratteggio, dalle deformazioni caricaturali alla tendenza miniaturista e un uso apparentemente indistinto dello strumento balloon per incorniciare rumori, musiche, descrizioni, puntualizzazioni e informazioni per gli utenti (come per esempio l’uscita di emergenza chiusa).

Bacilieri ha l’effetto di un vaso di pandora. Se si apre non si finisce più.

Un orgoglio e una medicina per la modernità italiana del fumetto.


Nel cielo le Nubi. Piovono parole.

Nubi 2 è ricco di roba. Come fu per il numero 1, posto la notizia ma ancora non ho letto il tutto..

















Dal lato di Boris:

Geometria del fumetto popolare una chiacchierata tra Giacomo Nanni e Boris
Popoli, fumetti e resistenze di Claudio Calia
Ma chi è sto Gon? Di Alessandra MR D’Agostino
It’s not my cup of tea di Seia Montanelli
Leggere da soli o spezzettare in gruppo di Claudio Nader
Fumetto e popolo di Boris Battaglia

Dal lato di Spari:

Il fumetto mancato di Paolo interdonato
L’occhio di chi guarda di Rrobe
Indigeni e civilizzatori di Matteo Stefanelli
Dance, dance, dance di Luca Vanzella
Paperi e topi di Paolo Interdonato
Tex a colori di MicGin
Memorie dagli spari: pasta col frigo
Perle

QUI potete eventualmente scaricare i due lati, separatamente o insieme. A presto!

Vogliamo smetterla?


Forse basterebbe l'immagine per far capire cosa penso senza bisogno di aggiunger parole.. eppure questa divagazione me la voglio gustare.

Allora, va bene che il caro Ministero Della Salute compie gli anni ma la vogliamo smettere di prenderci per il culo? Voglio dire.. lo sappiamo un po' tutti in che condizioni versa la sanità pubblica italiana e sappiamo tutti sia che i malfunzionamenti sono innumerevoli sia che le economie non sono floride. Quindi mi sembra inutile stare qua a farci l'applauso. Che cazzo vuol dire che ovunque io vada, pur cambiando città, mi debba sorbire la faccia da ebete di questa infermerina stereotipata all'italiana che mi sorride come fossi un degente al termine della sua corsa?

Pane, Amore e Sanità è proprio una frasina da pubblicità, che prende in mezzo la frase classica italiana e la trasforma in un elogio accomodante per cercare di farti credere che magari il servizio che pubblicizza sia valido ed efficente. Ma io mi chiedo.. piuttosto che spendere soldi in una campagna PUBBLICITARIA con stampe innumerevoli in ogni città e addirittura questo video:



non si potrebbe funzionalizzare quel budget in maniera più proficua per migliorarlo, quel servizio? Che cacchio, siamo in televisione, dove si avanza solo a pubblicità?


------------ e scusate la divagazione --------------


Questo atteggiamento mi ricorda ciò che fa, per esempio, l'ATAF a Firenze, che è l'azienda per i trasporti pubblici urbani, che pochi mesi fa, per celebrare il suo compleanno, ha affisso manifesti ovunque con slogan variegati, poi ne ha affissi altri per spiegare quanto fosse meritevole riguardo agli autobus ad elettricità, poi altri ancora per altri motivi poi ha introdotto le televisioni pubblicitarie a bordo. Tutto questo aumentando a 1,20€ ogni singolo biglietto urbano.
Ora... ma se al posto di devastare le casse aziendali con l'autoerotismo pubblicitario (inutile poiché si tratta di monopolio, per cui non si potrebbero mai usare mezzi di altre aziende) si tenesse il biglietto al costo massimo di 1€ cosicché la gente non debba morire per prendere l'autobus?

Eh... beh. Non tutti i cittadini sono turisti, veniamoci incontro, cazzo. Oltretutto io vivo a Bologna, se no avrei già cercato di parlarne con qualcuno..

Niente, niente, Qualche segnalazione..

Alla fine mi sono deciso a segnalare lo spazio del collettivo teatrale di cui faccio parte.

Il Cerchio. Inutile stare qui a fare curriculum, là ci sono alcune foto di spettacoli. Di recente il gruppo ha messo in scena una breve performance in occasione del progetto Ecole del Rusco, a cura della galleria bolognese La Pillola, per il quale ha lavorato anche l'eccellente MP5, qua potete vedere alcune foto del suo lavoro (le immagini del 2° post, quelle con gli "omini")..

In più volevo far sapere che ho da poco scritto una "esperienza di lettura" per il prossimo numero della rivista Hamelin. Là mi sono occupato di Casi Violenti, opera d'esordio della coppia Gaiman-McKean. Bòn.

Ultima cosa.

Mi onora dire che ho collaborato al secondo numero di Nubi, che verrà presentato a Lucca Comics (and Games), con un articolo che cerca di analizzare in dettaglio la problematica espressa in quel post in questo blog intitolato Fumetto e Fruizione Collettiva.

Il secondo numero si occuperà, se ho capito bene, proprio del rapporto tra Fumetto e Popolo attraverso contributi variegatissimi di tanti tra autori, sceneggiatori ed esperti.


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Questi qua sotto sono i link di alcuni interventi del Festival Della Mente, che si possono ascoltare attraverso il sito della manifestazione e che sono, secondo me, di grande interesse:

Dall'edizione 2007, appena passata, l'incontro tra Igort e Matteo Stefanelli, lucidissimo esperto e studioso di fumetto: QUA

Poi, dalla scorsa edizione, l'interessantissimo incontro tra Lorenzo Mattotti ed Emilio Varrà, esperto di fumetto e operatore culturale: QUA

Gli ultimi (e questi non li ho ancora ascoltati ma già li consiglio) sono, dell'edizione 2006, quello di Ascanio Celestini: QUA e, andando ancora a ritroso (perché come un vaso di Pandora mi si è spalancato il sito del Festival solo in questi giorni), Marjane Satrapi: QUA e lo straordinario Toni Servillo, accompagnato da Gianfranco Capitta: QUA

Credo possano essere molto interessanti, per chi è interessato!


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Ultimissimo: questo qua sotto è un video realizzato da BLU, straordinario e celebre disegnatore, writers, graffitaro, come cacchio si dice..

E' qualche cosa di sconvolgente e inaspettato. Per chiunque conosca le sue immagini fisse, guardare questo video sarà folgorante:




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Inoltre è on-line da poche ore il book-trailer del catalogo Komikazen - Cartografia dell'europa a Fumetti, edito da Edizioni Del Vento. Ho avuto modo di parlare con l'editore a Ravenna e.. veramente.. ha le idee precise e vaste di chi sa come muoversi. Sono in gamba questi qua, da tenere d'occhio:


Mi fanno proprio venir voglia di Figliare..

Ravenna. Una delle eredità lasciate dalla giornata Komikazen. Tra le strade della città, la vetrina di un negozio.

Al di là del vetro, presenze.





Questi, poi..



L'inquietudine è il minimo.

Manuele. Leggere FIOR

Si svolgerà questo 22 Settembre, a Pordenone, Pordenone Legge - Festa del Libro con gli Autori. Saranno presenti due autori, in ambito di "Graphic Journalism" (riporto dal comunciato stampa, anche se non apprezzo troppo l'espressione..), Manuele Fior e Reinhard Kleist.


Questa è una illustrazione di Kleist, recuperata dal suo sito, che trovate in 3 lingue e che presenta una grande varietà di roba, dalla pittura allo schizzo più rapido..


Mi è capitato di importunare Manuele Fior per un'intervista, apparsa un po' di tempo fa su FlashFumetto, e quindi, di seguito, la riporto...


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Manuele Fior
è Friulano ma vive a Oslo. Lavora come illustratore e fumettista.
Ha già pubblicato alcuni libri e altri progetti sono ora in cantiere.
E' uscito di recente ROSSO OLTREMARE, pubblicato in Italia da Coconino Press.

L’idea di questa intervista è nata proprio dalla lettura di ROSSO OLTREMARE e proprio da
questo vorrei cominciare.

Il libro viaggia su due binari: Realtà e Mito. Razionalità e Follia.

Come è nata questa idea?

L'idea nasce soprattutto da una grande fascinazione per la mitologia. Mi interessa del mito soprattutto la sua attualità, il fatto di essere tutt'ora una chiave di lettura per l'interpretazione della realtà di tutti i giorni. Se pensi al minotauro, la sua doppiezza di uomo e mostro, trovi una classica raffigurazione dell'uomo contemporaneo, quella stessa spaccatura che Freud aveva invidiato tra il conscio e l'inconscio. Mi sembra che il mito tracci una strada con cui la cultura occidentale continua a confrontarsi e relazionarsi, cercandone vie d'uscita, possibili soluzioni.

Come mai hai usato la bicromia? Per motivi stilistici o editoriali?

Mi piace pensare di avere usato tre colori, bianco compreso, più che solo due. E' una combinazione di colori astratta che si ritrova spesso nella storia dell'arte, gli stessi affreschi sulle mura del palazzo di Cnosso raffigurano uomini nudi in rosso, donne in bianco, le colonne rosse hanno un capitello nero, non appena ho ideato la storia si è imposta questa soluzione grafica. Ho cercato di usare i tre colori come in un gioco combinatorio, e devo dire che a libro ultimato non ero ancora stanco di provare possibili reazioni cromatiche.
Ho di recente visto il libro di Nanni "Storia di uno che andò in cerca della paura", che ha usato un pantone leggermente diverso da quello che ho usato io, è interessante vedere come cambi l'atmosfera dei disegni solo da una così lieve variazione cromatica.

Una delle cose che mi ha colpito di più della lettura è proprio l’utilizzo che hai fatto dei due colori, ai quali hai dato una vera e propria connotazione narrativa.

Il Nero rappresenta la Razionalità e il Rosso la Follia.

Il tema Razionalità-Follia, Realtà-Mito, lo affronti per la prima volta in questo libro o lo hai già trattato in altri lavori?

E' la prima volta che lo affronto in questi termini, anche se in "Les Gens Le Dimanche", il mio primo libro, ho abbozzato il tema della decisione, del confronto tra razionalità e istintività, sono in generale tematiche sulle quali mi confronto spesso nella vita personale e che
immancabilmente ricadono nelle mie storie.

Ho notato che l’edizione francese del libro si intitola ICARUS, da cosa deriva questa differenza?

E' una pura decisione editoriale, Coconino aveva già "Icaro" di Moebius-Taniguchi in catalogo e giustamente non voleva fare confusione tra i titoli.

Consultando il tuo sito ho scoperto un altro libro che ora è pubblicato in Francia. Avremo occasione di leggerlo anche in italiano?

Alcuni editori si sono interessati alla pubblicazione di "les Gens le Dimanche" in italiano, penso che sia a questo punto solo una questione di tempo.

Oltre a partecipazioni in riviste e progetti collettivi, hai in mente altri progetti a fumetti interamente tuoi?

Sì, sto lavorando a una nuova grafic novel in quadricromia, di cui non voglio però raccontare molto essendo il progetto ancora non definito.
Pubblico di tanto in tanto qualche vignetta sulla copertina del sito, giusto per tastare il terreno...

Tu lavori molto nel settore dell’illustrazione. Collabori anche con editori italiani?

Al momento sto lavorando per Einaudi Ragazzi e Fabbri, a due diverse collane. Anche qui devo mantenere il segreto editoriale, che sarà svelato verso la metà dell'anno prossimo!

Per quanto riguarda l’illustrazione ti rivolgi sia all’infanzia che ad altre età? Ci sono cose che ami particolarmente fare in questo ambito?

Ho la fortuna di poter spaziare, dal momento che collaboro sia a riviste (Ny Tid , Natt ogDag), sia a libri per ragazzi. Sinceramente penso che non ci sia grande differenza tra tutti questi ambiti, nel senso che non esiste un segno per ragazzi e uno per adulti. Si possono fare cose che affascinano entrambi in uguale misura, pensa alle incisioni di Chiostri per la prima edizione di Pinocchio, o ai lungometraggi di Bozzetto. Amo la pittura, l'illustrazione è per me un campo di prova di tecniche che in seguito confluiscono nelle storie a fumetti. Nel mio caso il fumetto nasce soprattutto dal disegno più che dalla storia. Per disegno non intendo solo vignetta, ma composizione della tavola, passaggio da una pagina all'altra. Non riesco a pensare a una storia, ma solo ad immagini che tra loro si collegano e si aprono a diversi significati. Per il mio modo di vedere, storie come "City of Glas" di Auster-Karasik-Mazzuchelli, o addirittura alcuni episodi di Alack Sinner non sarebbero così indimenticabili senza l'incredibile valore aggiunto del disegno. Mi posso dimenticare di alcuni passaggi nella vicenda, mai di alcun vignette. In questo senso - so di essere quasi l'unico - penso che nel fumetto la storia serva il disegno, e non il contrario.

L’interesse per il fumetto è un interesse che hai da sempre o che si è sviluppato col tempo?

E' un interesse che ho sin da bambino, che si è affievolito ai tempi dell'università (anche perché non c'era una varietà e qualità dell'offerta come ora), e che è ridiventato un lavoro. Sono cresciuto con i fumetti di Barks, sono tuttora un appassionato di animazione, ai suoi tempi ho fatto scorpacciate di robots e del sopracitato Bozzetto.
Ho amato molto il fumetto supereroistico, alcune storie di Batman e X Men continuano ad appassionarmi e in qualche modo ad influenzarmi.
Ho scoperto il fumetto "d'autore" con Mattotti, Igort e il gruppo Valvoline, e grazie a loro ho ricominciato a cimentarmi col fumetto.

Per chi volesse saperne di più, QUI potete trovare il sito ufficiale di Manuele Fior

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Recentemente Fior si è trasferito a Parigi e ora lavora là.
Ha, inoltre, collaborato a Mono, in un progetto collettivo a cura di Smoky Man, articolato su una sola tavola, come è logico, per un lavoro pubblicato nella rivista della Tunuè.
Ha pubblicato su Inguine MaHgazine! e alcune immagini inedite su Spaghetti, il blog diretto da Marco Corona, oltre ad aver realizzato immagini per illustrazioni di vario tipo, con la consueta tendenza alla sintesi pittorica più ricca, che contraddistingue le immagini che compone.

Al supermercato mi Penserete?


Questa che vedete è, incredibilmente (per chi ha visto i Quaderni), una mia illustrazione.

Realizzata come copertina di un albo chiamato Dream Master che verrà editato da Ste.ma. Arts e probabilmente distribuito già a Lucca Comics 2007, quindi a breve. O forse dovrei chiamarla già Lucca Graphic Novels, come suggerisce il buon Recchioni nel suo blog..

In ogni caso.. ora sto realizzando il retro di copertina, che magari posterò comunque, più avanti..

Il lavoro è fatto in via di "favore" ai ragazzi della Ste.Ma. per questo loro progetto e magari porterà alla nascita di future collaborazioni, per il momento è stato bizzarro realizzare un'immagine appartenente ad un mondo figurativo ormai un po' distante dalle mie abitudini..


Ora vorrei fare un' altra segnalazione, e arriviamo al titolo del post.. Qualche mese fa, mentre insieme alle belle redattrici di FlashFumetto seguivamo il FutureFilmFestival, mi è capitato di collaborare alla realizzazione di un progetto Ferrero, di recente uscito in distribuzione. Si tratta degli Smile and Go ed effettivamente li trovate in ogni supermercato allegati alle merendine Ferrero, in forma di DvD e di "statuette"- sorpresine.

Io mi sono semplicemente occupato di "scegliere" i colori dei personaggi, le colorazioni.. cercando di dare ad ognuno particolare espressività.. l'azienda per cui ho lavorato è Achtoons, di Bologna, attraverso la quale avevo collaborato alla serie Rat-Man e a L'Arte con Matì e Dadà (di cui trovate i link a destra, se proprio siete curiosi..)




Ora il progetto è fuori e queste sono alcune immagini prese dal sito.

© Ferrero

Chi controlla i Controllori?


Visto che ormai è fuori, stampato e distribuito, non vedo perché non pubblicarlo anche qui.. In qualche modo è un analisi di un'opera, e Che Opera.

Questo qua sotto è l'articolo su Watchmen che ho scritto per Fumo di China n.152-153 e che mi è stato chiesto da Andrea Antonazzo. L'articolo è parte del dossier a cui hanno contribuito Alessandro di Nocera, Marco Turini e Diego Cajelli, tutti ad occuparsi in qualche modo dell'ultimo capitolo del libro.



UN'OPERA SENZA FINE


Watchmen si è concluso senza finale.

Il libro, o la serie, quella volta si è certamente conclusa, definitivamente.

Non è più stata toccata. Non sono uscite altre pagine. Non sono apparsi altri dialoghi. Nessun altro disegno ha portato avanti lo svolgersi di Watchmen.

Si può dire che l’opera sia oggettivamente conclusa. Eppure non c’è stato nessun finale.

Non abbiamo mai letto né mai leggeremo la “fine” della storia, non perché Alan Moore non sappia confezionare una storia che inizi, si svolga e si concluda ma perché quel libro è una supposizione, un ragionamento, uno svolgimento parallelo di un brano di storia umana. Fino all’ultima pagina si legge una storia e si conoscono “personaggi”, ci si immedesima e ci si affeziona, si comprendono meccanismi e si prendono posizioni. Proprio fino all’ultima pagina, dove ci si aspetta di trovare la fine e si incontra solo una porta aperta, verso l’inizio e verso l’esterno.

D’altra parte non si potrebbe parlare per venti anni di qualcosa che è veramente già terminato.

Si è osservato molto il particolare utilizzo “narrativo” della confezione del libro e del fatto che ogni copertina costituisce una parte fondante del capitolo che rap-presenta; si è compresa l’importanza della copertina dell’intero volume, così astratta rispetto a ciò che si trova tra le pagine interne ma anche rispetto a ciò che si trova nelle copertine delle opere contemporanee a Watchmen.

Quel giallo così fermo e quello schizzo rosso immobilizzato nel movimento come se se ne fosse congelato il tempo ricorda ogni volta tutto il contenuto del libro, poiché quel particolare è rima visiva di tutta la vicenda, in cui capeggia come marchio tipografico lo “smile” che decora tante spille di tutto il mondo, tanti quaderni pieni di schizzi abbozzati senza attenzione, tanti graffiti e molte altre cose in ordine sparso.


Quel particolare è anche l’inizio del libro, che si avvia a partire da uno zoom all’indietro, dallo schizzo rosso all’intera spilla, al sangue, al marciapiede, ai palazzi, alla città, alla storia. Da lì partiamo come lettori, allontanandoci da quel giallo fermo e immergendoci in un tumulto di imput in perpetuo movimento.

Nell’ultima tavola uno zoom contrario a quello iniziale ci porta dalla maglia di un ragazzo inconsapevolmente fondamentale, allo smile con lo schizzo rosso stampato sulla sua maglia fino al particolare istoriato nella copertina. Si torna indietro.

Ma non per ripercorrere la vicenda a ritroso, non per ricongiungersi con l’inizio. Non per chiudere il cerchio che era stato aperto bensì per tornare fuori, nella vita “reale” con una esperienza in più, incastonata per sempre all’interno di quel cerchietto giallo che rappresenta la faccia umana nella sua versione più essenziale.

Alan Moore e Dave Gibbons hanno preso un simbolo, hanno allentato le viti, tolto il coperchio, inserito qualche contenuto nuovo per poi richiuderlo con cura e rimetterlo dove era stato trovato.

Hanno solo aggiunto qualche significato ad un significante quasi insignificante.

Sono stati molto discreti, dopo tutto.

Avrebbero potuto usare quel simbolo in molti modi, cambiarlo a scopo narrativo, spezzarlo o farlo calpestare. Avrebbero potuto scriverci sopra qualcosa o aggiungere particolari, disturbando senza motivo.

Avrebbero potuto rovinare quell’immagine così universale. Invece hanno semplicemente deciso di sporcarla con una goccia rossa lasciandoci la possibilità di lavarla e farla tornare come la conoscevamo noi. Ma proprio noi siamo cambiati.

È deviato il nostro sguardo. Sappiamo cose diverse, abbiamo goduto di immagini ricchissime e intrecci raffinati, siamo stati intrattenuti con l’inganno, pensando solo di leggere un libro, non di cambiare una concezione.

Abbiamo usato quel volume, lo abbiamo esaurito, ma l’esperienza non è ancora finita, ne stiamo ancora parlando. Ci pensiamo, lo riprendiamo in mano, lo rileggiamo pensando di poterlo “finire” ma ormai siamo emancipati da quell’oggetto.

-Ho fatto la cosa giusta, vero?

Alla fine tutto ha funzionato.

-Alla fine?

Adrian, nulla finisce. Nulla ha mai fine.

Il Dottor Manhattan è l’unica creatura capace di dire questa cosa, poiché ormai estraneo ai limiti che l’uomo porta con sé, pur senza essere diventato un dio. Sarebbe stato quasi logico pensare che quell’uomo blu senza cuore potesse essere l’elemento morale del libro con la virtù dell’imparzialità, con la facoltà di giudicare, oltre che di osservare “dall’esterno”, che potesse essere quell’elemento atto a dare ordine a storie e relazioni eppure il Dottor Manhattan, uscendo dal “circuito” umano ha superato non solo i limiti fisici ma anche quelli sociali, morali e spirituali.

La sola possibilità è scegliere uno dei posti disponibili all’interno dei processi umani senza pensare di uscirne se non perdendo dogmaticamente la possibilità di farne parte.

Dopo la prima lettura diventiamo spettatori dell’esperienza già fatta e se rileggiamo facciamo ancora i conti con noi stessi, per questo lo teniamo nella nostra libreria, perché fa parte di noi, come libro e come simbolo.

Non si creda che questi primi venti anni di studi abbiano risolto il problema. Magari se ne riparla fra 30 anni. Forse saremo vicini alla fine, ma non credo.


Perché la fine non è alla fine.




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Questa qua sopra, invece, è la copertina di Watchmen - 20 anni dopo, il volume di studi, a cura di SmokyMan, uscito in occasione del ventennale. Lavieri Editore. Non è male, tra testi scritti e apporti grafici può essere molto interessante, se interessa l'opera scritta da Alan Moore.
Il dipinto in copertina è di Gabriele Dell'Otto, e prende le mosse da un disegno di Dave Gibbons, il disegnatore di Watchmen.

A Presto!

1000 e non più 1000 !


Ormai non so più quale sia il mio computer, stento a riconoscerlo, in questa vita di connessioni alternative, funzionanti su altrettanti computer, di biblioteche, uffici, luoghi altri e, soprattutto, di amici.

Gli amici sono sempre molto importanti, per mille motivi.

Tra i vari ed innumerevoli oggi voglio sottolineare quello legato all'aiuto tecnico, soprattutto ultimamente. Questo blog è nato perché c'era la voglia di portare avanti discorsi che ancora non sono riuscito a far decollare, nonostante l'imprescindibile supporto di tutti gli amici, molti dei quali hanno scritto nei vari "commenti".

Però quello che fino ad ora è stato fin qui publicato mi ha già fatto affezionare e la rete di commenti, conoscenze e addirittura collaborazioni mi ha Notevolmente entusiasmato.

Ora sono contento che le visite abbiano raggiunto quota 1000, era un traguardino che aspettavo da tempo. Dal 21 giugno, quando il contatore è apparso qua dentro. Non è un traguardo sensato. Piuttosto simbolico. Non vuol dire che questo spazio sia molto seguito ma dimostra semplicemente che è partito qualcosa.

Questo è buono.

Oltre a dire Grazie agli amici, quindi, colgo l'occasione per ringraziare specificatamente Elena Chiacchio che ha scattato la foto qui sopra ed è, inoltre, proprietaria del computer su cui il mio braccio sta lavorando e Alex Agni per avermi suggerito di usarla in questo post, oltre il quale chissà se si andrà, perché dopo il numero 1000 chissà cosa può succedere..

E' agosto. Caldo e Rilassante.

Appunto.

Nonostante il relax e i relativamente pochi impegni non sono riuscito a preparare i post che volevo e ormai il tempo è finito. Questa notte parto per la Lucania a mangiare Buone Cose e ballare le Tarante.

Le vacanze sono impegni.

Intanto segnalo i miei primi contributi a Political Comics, per chi volesse fare un salto in quel bel blog.. Questo che vedete è il primo di 3 post intitolati Letterature Italiane Contemporanee.


Errata Corrige: per una semplice incomprensione segnalo che l'articolo su Watchmen di cui ho parlato in precedenza uscirà sul prossimo Fumo di China, non su quello fuori in questi giorni. Ahi!