Si svolgerà questo 22 Settembre, a Pordenone, Pordenone Legge - Festa del Libro con gli Autori. Saranno presenti due autori, in ambito di "Graphic Journalism" (riporto dal comunciato stampa, anche se non apprezzo troppo l'espressione..), Manuele Fior e Reinhard Kleist.
Questa è una illustrazione di Kleist, recuperata dal suo sito, che trovate in 3 lingue e che presenta una grande varietà di roba, dalla pittura allo schizzo più rapido..
Mi è capitato di importunare Manuele Fior per un'intervista, apparsa un po' di tempo fa su FlashFumetto, e quindi, di seguito, la riporto...
Manuele Fior è Friulano ma vive a Oslo. Lavora come illustratore e fumettista.
Ha già pubblicato alcuni libri e altri progetti sono ora in cantiere.
E' uscito di recente ROSSO OLTREMARE, pubblicato in Italia da Coconino Press.
L’idea di questa intervista è nata proprio dalla lettura di ROSSO OLTREMARE e proprio da
questo vorrei cominciare.
Il libro viaggia su due binari: Realtà e Mito. Razionalità e Follia.
Come è nata questa idea?
L'idea nasce soprattutto da una grande fascinazione per la mitologia. Mi interessa del mito soprattutto la sua attualità, il fatto di essere tutt'ora una chiave di lettura per l'interpretazione della realtà di tutti i giorni. Se pensi al minotauro, la sua doppiezza di uomo e mostro, trovi una classica raffigurazione dell'uomo contemporaneo, quella stessa spaccatura che Freud aveva invidiato tra il conscio e l'inconscio. Mi sembra che il mito tracci una strada con cui la cultura occidentale continua a confrontarsi e relazionarsi, cercandone vie d'uscita, possibili soluzioni.
Come mai hai usato la bicromia? Per motivi stilistici o editoriali?
Mi piace pensare di avere usato tre colori, bianco compreso, più che solo due. E' una combinazione di colori astratta che si ritrova spesso nella storia dell'arte, gli stessi affreschi sulle mura del palazzo di Cnosso raffigurano uomini nudi in rosso, donne in bianco, le colonne rosse hanno un capitello nero, non appena ho ideato la storia si è imposta questa soluzione grafica. Ho cercato di usare i tre colori come in un gioco combinatorio, e devo dire che a libro ultimato non ero ancora stanco di provare possibili reazioni cromatiche.
Ho di recente visto il libro di Nanni "Storia di uno che andò in cerca della paura", che ha usato un pantone leggermente diverso da quello che ho usato io, è interessante vedere come cambi l'atmosfera dei disegni solo da una così lieve variazione cromatica.
Una delle cose che mi ha colpito di più della lettura è proprio l’utilizzo che hai fatto dei due colori, ai quali hai dato una vera e propria connotazione narrativa.
Il Nero rappresenta la Razionalità e il Rosso la Follia.
Il tema Razionalità-Follia, Realtà-Mito, lo affronti per la prima volta in questo libro o lo hai già trattato in altri lavori?
E' la prima volta che lo affronto in questi termini, anche se in "Les Gens Le Dimanche", il mio primo libro, ho abbozzato il tema della decisione, del confronto tra razionalità e istintività, sono in generale tematiche sulle quali mi confronto spesso nella vita personale e che
immancabilmente ricadono nelle mie storie.
Ho notato che l’edizione francese del libro si intitola ICARUS, da cosa deriva questa differenza?
E' una pura decisione editoriale, Coconino aveva già "Icaro" di Moebius-Taniguchi in catalogo e giustamente non voleva fare confusione tra i titoli.
Consultando il tuo sito ho scoperto un altro libro che ora è pubblicato in Francia. Avremo occasione di leggerlo anche in italiano?
Alcuni editori si sono interessati alla pubblicazione di "les Gens le Dimanche" in italiano, penso che sia a questo punto solo una questione di tempo.
Oltre a partecipazioni in riviste e progetti collettivi, hai in mente altri progetti a fumetti interamente tuoi?
Sì, sto lavorando a una nuova grafic novel in quadricromia, di cui non voglio però raccontare molto essendo il progetto ancora non definito.
Pubblico di tanto in tanto qualche vignetta sulla copertina del sito, giusto per tastare il terreno...
Tu lavori molto nel settore dell’illustrazione. Collabori anche con editori italiani?
Al momento sto lavorando per Einaudi Ragazzi e Fabbri, a due diverse collane. Anche qui devo mantenere il segreto editoriale, che sarà svelato verso la metà dell'anno prossimo!
Per quanto riguarda l’illustrazione ti rivolgi sia all’infanzia che ad altre età? Ci sono cose che ami particolarmente fare in questo ambito?
Ho la fortuna di poter spaziare, dal momento che collaboro sia a riviste (Ny Tid , Natt ogDag), sia a libri per ragazzi. Sinceramente penso che non ci sia grande differenza tra tutti questi ambiti, nel senso che non esiste un segno per ragazzi e uno per adulti. Si possono fare cose che affascinano entrambi in uguale misura, pensa alle incisioni di Chiostri per la prima edizione di Pinocchio, o ai lungometraggi di Bozzetto. Amo la pittura, l'illustrazione è per me un campo di prova di tecniche che in seguito confluiscono nelle storie a fumetti. Nel mio caso il fumetto nasce soprattutto dal disegno più che dalla storia. Per disegno non intendo solo vignetta, ma composizione della tavola, passaggio da una pagina all'altra. Non riesco a pensare a una storia, ma solo ad immagini che tra loro si collegano e si aprono a diversi significati. Per il mio modo di vedere, storie come "City of Glas" di Auster-Karasik-Mazzuchelli, o addirittura alcuni episodi di Alack Sinner non sarebbero così indimenticabili senza l'incredibile valore aggiunto del disegno. Mi posso dimenticare di alcuni passaggi nella vicenda, mai di alcun vignette. In questo senso - so di essere quasi l'unico - penso che nel fumetto la storia serva il disegno, e non il contrario.
L’interesse per il fumetto è un interesse che hai da sempre o che si è sviluppato col tempo?
E' un interesse che ho sin da bambino, che si è affievolito ai tempi dell'università (anche perché non c'era una varietà e qualità dell'offerta come ora), e che è ridiventato un lavoro. Sono cresciuto con i fumetti di Barks, sono tuttora un appassionato di animazione, ai suoi tempi ho fatto scorpacciate di robots e del sopracitato Bozzetto.
Ho amato molto il fumetto supereroistico, alcune storie di Batman e X Men continuano ad appassionarmi e in qualche modo ad influenzarmi.
Ho scoperto il fumetto "d'autore" con Mattotti, Igort e il gruppo Valvoline, e grazie a loro ho ricominciato a cimentarmi col fumetto.
Per chi volesse saperne di più, QUI potete trovare il sito ufficiale di Manuele Fior

Ha, inoltre, collaborato a Mono, in un progetto collettivo a cura di Smoky Man, articolato su una sola tavola, come è logico, per un lavoro pubblicato nella rivista della Tunuè.
Ha pubblicato su Inguine MaHgazine! e alcune immagini inedite su Spaghetti, il blog diretto da Marco Corona, oltre ad aver realizzato immagini per illustrazioni di vario tipo, con la consueta tendenza alla sintesi pittorica più ricca, che contraddistingue le immagini che compone.

