Sabato 20 Ottobre 2007. Autostrada A1, direzione Cremona. Destinazione: Centro Fumetto Andrea Pazienza.
Samantha: ….E se facessimo un’introduzione come sul libro di Interdonato?
Claudio: Ma cosa… all’intervista?
Samantha: Beh… non deve essere proprio un’intervista, deve essere più... una chiacchierata!
Claudio: Ah, come sul libro di Interdonato!
Samantha: Tu sai già cosa chiedergli?
Claudio: Ah, sì, sì... per esempio bisogna parlare di Nubi, che è una roba interessante...
Samantha: Certo, di sicuro ne parleremo!
Centro Fumetto Andrea Pazienza - vecchia sede.
Telefonata a Michele Ginevra - Indicazioni stradali - La nuova sede.
Inaugurazione del nuovo anno del servizio bibliotecario – Juri Meda, Luca Boschi, Valentina Semprini e Paolo Interdonato sono invitati a presentare i loro rispettivi libri accompagnati dai disegni in diretta di Stefano Misesti.
Finite le presentazioni, Claudio e Samantha incontrano Paolo per fargli qualche domanda sul suo libro. Lui comincia parlando di alcune sue perplessità riguardo le abitudini della critica fumettistica nel nostro paese…
Paolo: …è una critica fatta di pochezze e poco aggressiva nei confronti delle opere che recensisce, come se ci fosse una specie di difesa della casta… ma questo è un problema di tutta l’industria della cultura in generale.... Però ho trovato una recensione sul mio libro che conclude dicendo: "il libro è tutto pieno di chiacchiere dell’autore con gli amici, di scarsissimo interesse per il lettore". Giuro, ho riso un sacco.
Claudio: A proposito delle "chiacchiere dell’autore con gli amici", secondo me è interessante proprio il fatto che ultimamente sempre di più capita che anche gente e lettori vari chiacchierino di fumetto tranquillamente a vari livelli e non sia più così netta la distinzione tra l’otaku tremendo e lo studioso, il critico... in questo modo ci sono chiacchiere che vanno a sfociare anche in cose che non sono fumetti, la gente parla di tutto, e si crea così anche un discorso mondano sul fumetto, e si mischiano le varie cose, i gusti personali alle cose invece più fondate e più consapevoli.
Per me è bello l’approccio del libro anche per questa tendenza che sta svecchiando e portando ad un livello più mondano il parlare di fumetto. È importante, ci vuole un’apertura, al di là di chi è patentato per parlarne. Non si parla così solo di linguaggio ma di altre cose, tranquillamente e liberamente.
Un problema da affrontare è forse la mancanza di spazi…spazi in cui uno può mettersi a parlare di cose… c’è Fumo di China…
Paolo: Bastardino, l’hai tirato fuori perché io ne parli male?
Fumo di china è uno spazio possibile per il fumetto? A me non interessa… è uno spazio noioso, quello della serialità ciclica. In realtà secondo me non è vero che ci sono pochi spazi, gli spazi ci sono se te li crei, se te li costruisci.…
Adesso dirò una cosa… il mio amico Boris Battaglia mi odia quando faccio così dicendo che sono un bastardo spocchioso che gode nel vivere del suo understatement… Il fatto che io sia un lettore… lettore ostinato, lettore consapevole, lettore anche attrezzato... però sono un lettore… e faccio un blog… un blog con un numero di accessi abbastanza ridicolo, 150 al giorno… e dopo aver fatto questo blog mi ritrovi a collaborare con Coconino Press, con Tirature, con Lo Straniero, con Hamelin… è indicativo di un dato triste, tristissimo… il fatto che un lettore, come me, si trovi ad essere in una posizione di visibilità - visibilità ridicola perché parliamo comunque della piccola comunità del fumetto - mi sembra sintomatico dello stato di salute del pensiero che si muove attorno a quel modo di raccontare le storie…
Claudio: .. cioè critichi il fatto che uno semplicemente da un blog possa passare a circuiti ufficiali…
Paolo: Il fatto che IO possa… io sono solo un amatore, faccio un altro lavoro e in quello sono un serio professionista… faccio altre cose. Poi mi piace leggere le storie, ne racconto, ne parlo…il fatto che io venga invitato ad una riunione di redazione di Spinazzola per scrivere su Tirature mi sembra una roba fuori misura…
"Qual è il tuo titolo di studio?" "Battesimo e comunione"…
Samantha: E tu pensi che solo in Italia la situazione sia così?
Paolo: Io non sono sicuro che solo in Italia sia così però ci sono degli elementi che mi stupiscono sempre, cioè… negli Stati Uniti esiste una rivista come Comic Art, è una cosa pazzesca il numero che è appena uscito, è bellissimo… c’è in allegato un volume fatto da Ivan Brunetti che spiega come fare fumetti… in Francia è poi uscita per un anno questa rivista bellissima, L’Eprouvette, sono usciti tre numeri nell’arco di un anno… 1500 pagine di analisi del fumetto impressionanti. Non c’è chi parla di una visione accademica del fumetto come se io dovessi darci un esame sopra… L’Eprouvette è scritto da gente che ti racconta varie cose della propria vita, anche del fumetto come strumento onanistico... oppure ci sono testi sulla cultura delle dedicaces…50 pagine di analisi sulla pratica delle dedicaces fino ad un articolo sulla vignetta più copiata e ricalcata nella storia del fumetto…
Claudio: E’ questo che dicevo, non solo studi ufficiali e specialistici… ma anche la possibilità di analizzare certi aspetti di una cosa che sia un fenomeno sociale, di massa…
Samantha: A proposito di fenomeno di massa… una cosa che mi ha colpito molto di questo libro…
Paolo: … è la copertina!
Samantha: sì, la copertina… che è fantastica. Ma c’è anche un’altra cosa, cioè il fatto che per ogni tappa del tuo canone (faccia perplessa di Paolo) o comunque tu voglia chiamarlo… in appendice, tu indichi il modo di reperire certi testi, le pubblicazioni italiane e straniere…
Paolo: … ci ho piantato degli strafalcioni che non hai idea , mi sono perso delle edizioni di Pogo, delle edizioni di Feininger, mi sono perso Töpffer! Di lui c’è un’altra edizione in Italia…mi ha telefonato un giorno Michele (Ginevra) e mi ha fatto un po’ di rimbrotto… c’è un’edizione in cofanetto di 4 o 5 volumi che raccoglie le storie di Töpffer… bastava andare sull’Opac del Centro Fumetto e la si trovava… lì è stata una dabbenaggine mia per cui sì… le ho messe, ma è pieno di strafalcioni vari…
Samantha: Però nonostante gli strafalcioni è un buon metodo perché emerge in maniera implicita il fatto che la mancanza di una storia ufficiale del fumetto si basa sulla mancanza… la difficoltà di reperire i testi, e tu mettendo i titoli che spesso sono stranieri o fuori catalogo sottolinei il fatto che è difficile trovarli e perciò è difficile anche creare una specie di sapere condiviso e una possibilità di fare una vera e propria storia del fumetto che possa essere fruita non solo dagli specialisti ma anche da lettori, appassionati, amatori…
Paolo: E questo non solo è verissimo ma poi è il motivo per cui il mondo del fumetto, quello dei lettori più consapevoli, alla fine collassa sul mondo degli appassionati collezionisti, e questo rende impossibile separare il piano – chiaramente sono opinioni personali distribuite con "secondo me" "io penso che" ecc. ecc… io sono uno sborone spocchioso che parla così ma in realtà sono pieno di dubbi e assolutamente inconsapevole – dicevo… il piano degli affetti su questo affare che è fatto di parole e immagini e che mette in moto una serie di livelli emotivi forti fa sì che alla fine la figura di quello che mi doveva aiutare a leggere e capire sia la figura dell’appassionato… Una persona interessantissima come Luca Boschi che oggi racconta la storia del fumetto in questo modo, alla fine viene tarpato nella propria possibilità di raccontare il fumetto dal fatto che conosce tutti uno per uno… e come fai a parlare male di uno che poi lo incontri per strada la volta dopo… è un vero casino…
Il piano degli affetti che mette in campo questa cosa fa sì che tu non possa parlare male dei lavori di uno perché se parli male dei lavori di quello lì tu stai parlando implicitamente male di lui come persona…
Claudio: Tra l’altro è impossibile che a lui non arrivi quello che tu dici… nel senso, è una comunità così piccola…
Paolo: Però chiaramente se io vedo un tuo fumetto e ti dico è scadente non sto dicendo che tu sei scadente come persona, sto dicendo che il tuo fumetto è scadente. Io sono molto amico di Igort… no beh, è grossa… diciamo che sono abbastanza amico di Igort. Ci sono delle cose di Igort che io non amo e gliele riesco a dire solo se siamo dopo un certo numero di bicchieri. Trovo per esempio che "Gli sdentati", quel libro che ha fatto con Catenacci, sia un libro per lui sbagliato, da diversi punti di vista… e sono riuscito a dirglielo solo guardandolo faccia a faccia una sera… Poi, per esempio, non ho amato particolarmente quest’ultimo che ha fatto con Carlotto… però non glielo potrei dire…
Samantha: ah, ma ci pensiamo noi…
Claudio: …tra l’altro nella bandella di copertina di quel libro c’è scritto "illustrazione di copertina di Joe Sacco"…
Paolo: Ah, su Joe Sacco ne ho vista una bellissima, avete preso "Neven"? Traduzione di Daniele Brolli… ad un certo punto devono brindare, uno chiede una birra e l’altro chiede un toast. È strano, no? Infatti "toast" significa brindisi… è stato un refuso nella traduzione…
Claudio: Eh… comunque non ti preoccupare, anche questo non lo scriviamo…
Paolo: ... giusto per mantenere la mia fama di bastardo…
Samantha: … per tornare in argomento… tu stai quindi dicendo che sia un difetto il fatto che non ci sia uno sguardo esterno e lucido da parte della critica?
Paolo: Non proprio… io credo ci voglia uno sguardo caldo, uno sguardo alle storie, è importante che quello di cui stai parlando ti tocchi profondamente come essere umano… non è possibile, non è in alcun modo concepibile uno sguardo esterno. Alla fine stiamo andando a toccare le pulsioni centrali…
Però la cosa inammissibile è l’alto coefficiente di passioni basse, di pancia… oggi Boschi ha citato "Kolosso"… Era uno schifo pazzesco…io ho provato anche a leggerlo… cestino!
Claudio: E invece la questione del passaggio dal blog al libro, per quanto riguarda la struttura dei testi?
Paolo: Il libro… e non ditelo a nessuno… io non riesco più a guardarlo, mi dà un fastidio fisico che non avete idea. Il problema principale è legato al fatto che l’illusione che hai quando Luigi Bernardi (curatore della collana) ti chiama e ti dice "senti, fai questa roba qui" è che sia un punto di arrivo. In realtà, dopo essere riuscito a riappoggiare i piedi per terra dopo giorni in cui volteggiavo, a me del risultato, personalmente, non frega più niente.
(entra Matteo Stefanelli)
Paolo: E tu da dove sei uscito??
Matteo: No, ma sono venuto solo ad ascoltare, volevo solo farmi due risate, fare la claque…
Paolo: No, togliti dai, vai via, che non ce la faccio… vabbè.
Vi dicevo… la questione è che non mi interessa l’oggetto finito, mi diverto molto di più con quello che sta a contorno.. anche qualsiasi cosa io faccia con questo individuo (indica Stefanelli) tipo i Comics Talks a Lucca… chi se ne frega quando tutto è finito e poi io posso mettere tutta l’esperienza sul curriculum…
Matteo: Ah! ah! E chi se ne frega di sbobinare le chiacchierate e renderle poi degli articoli, è molto più divertente star lì…
Comunque… guardate che Massimo Galletti ha fatto una delle recensioni più chiare che ci sia in assoluto su questo libro, che tu Paolo non hai ancora detto a nessuno che cosa è e cosa non è…
Paolo: Sì, Galletti ha detto che è un romanzo di formazione…
Matteo: Massimo parla troppo poco ed è una delle persone più intelligenti che capiscano di fumetto in Italia… a differenza sua (indica Paolo) che parla troppo ed è una testa di legno…
Paolo: Senti Matteo, non ti tratteniamo, eh?
Samantha: ehm… scusate… scusa… ma io mi sono chiesta… a chi è rivolto questo libro?
Matteo: (risata fragorosa)… che brava che sei… domande giuste alle persone giuste!
Samantha: … no, perché ci sono alcune cose che non coincidono, per esempio… mancano le immagini… la copertina di questo libro è bellissima, sembra fatta apposta per accalappiare anche chi non si interessa di fumetto o comunque chi se ne interessa anche in modo non specialistico… però poi si sfoglia, si leggono titoli di fumetti spesso introvabili e che tanta gente non conosce e queste persone non hanno la possibilità di capire in pieno di cosa tu stia parlando... Forse la risposta me la do da sola e questo libro è rivolto a quelle dodici persone che si occupano di fumetto in Italia…
Paolo: Hai ragione, lo so… se vuoi ti racconto un po’ di storia…
"Luigi, le devo fare io le scansioni? Devo sceglierle io le immagini?", e lui con la voce rauca da cartavetro: "Sì, va bene, sceglile tu, che io non ho tempo". Poi gli mando un mail dicendo che un amico mi ha detto che per le scansioni c’è bisogno di sapere la larghezza e il numero di Dpi… "Sì, va bene, ti faccio sapere"… passa tempo… tempo… tempo… tempo… poi mi risponde e dice "Sono venute troppe pagine, non mettiamo più le immagini"… questo è successo davvero, è documentato. Quindi non è una scelta, è banalmente una questione editoriale. Quando Luigi Bernardi mi ha chiesto di fare il libro doveva essere un librino di 100 pagine solo di canone del fumetto e io gli ho detto "Sì, va bene già le abbiamo, sono queste, quelle che ho fatto sul blog" "E dove arrivano?" "Mah, dalle parti delle 42-43, e in più ci vanno le immagini" e lui "maledizione, scrivi tutte le altre…"
Michele Ginevra deve chiudere la biblioteca e la chiacchierata continua all’esterno…
Claudio: Senti.. questione blog. Tu che ti interessi di fumetto e sei quindi interessato anche alle sorti del fumetto… di tutto il movimento blog, di libera critica e libero parlare sul fumetto… che cosa pensi di questa tendenza?
Paolo: In realtà non è una roba nuovissima. Col web oggi si possono avere spazi poco o per niente costosi. Questo ha fatto sì che ci sia stato il coro degli ego… me compreso, tutti quelli che avevano un ego che non passava dalla porta hanno trovato un posto dove mettersi in mostra… questo ha fatto sì che ci sia sempre il solito problema dell’overload informativo, che ci siano tantissime opinioni, tantissimi pareri, tantissime informazioni... il problema è che poi hanno la stessa funzione dello spam perché la maggior parte di queste opinioni sono fotocopie le une delle altre… però poi ci sono anche voci interessanti… io sono praticamente in totale disaccordo con tutto ciò che dice Roberto Recchioni nel suo blog, però lui ha una grande visibilità e questa permette di parlare di problemi che effettivamente ci sono, problemi che magari non mi interessano direttamente… ma lui ne parla e c’è tanta gente che lo legge… e questo è un bene.
Claudio: E secondo te, ad oggi, c’è la necessità che il fumetto si apra ad altra gente?
Paolo: E’ una cosa talmente evidente che non ci sarebbe neanche il bisogno che la faccia notare qualcuno... C’è stato un momento in cui il fumetto era così tanto venduto in tutto il mondo che la gente faceva fumetto per denaro… lo diceva oggi Tarquini, "Io facevo fumetto per campare, a me interessava fare il pittore…". Questo apriva la porta ad un sacco di persone. Adesso, la sensazione che ne traggo è che in questo momento a fare dei fumetti siano solo delle persone particolarmente motivate perché il soldo che gira è veramente poco…
Matteo: (indicando un ristorante) Noi entriamo…
Claudio: Ok, vi lasciamo andare a mangiare…
Samantha: … no, prima il momento della ricetta!
Claudio: Ah, sì… perché l’altra sera abbiamo fatto una ricetta che lei ha trovato sul tuo blog, il risotto mele e salsiccia…
Paolo: … i miei bambini ne vanno matti…
Claudio: … è venuta benissimo tra l’altro…
Samantha: … anche se non ho usato le mele renette ma quelle rosse e pastose…
Paolo: (sguardo di disapprovazione) … beh… ma vanno bene lo stesso…. Una ricetta che vi do è questa, che rimane la mia preferita… la pasta col frigo: apri il frigo, vedi che cosa c’è dentro e prepari un sugo con quello che c’è… cos’è questo, è vivo? Allora lo uso! Basta tagliarlo a pezzetti abbastanza piccoli…
Vabbeh… la sto riciclando troppo spesso questa ricetta. Provo un po’ con quest’altra che fa tanto Milano anni Ottanta… c’è anche la rucola. Butti gli spaghetti nell’acqua bollente. Appena pronti… al dente, miracco… li scoli, li condisci con l’olio piccante… ne faccio uno ottimo con dei peperoncini calabri…, li ricopri di parmigiano e ci butti sopra un pugno di rucola. E’ un piatto semplicissimo che fa sempre la sua porcissima figura…
Claudio: Ultima domanda… riguarda la questione del criticato uso della parola "canone"…se potessi cambiare il titolo del libro, lo faresti?
Paolo: No. Anche perché… no. Il libro ormai è un cadavere… è lì…
No, no, scusa ho sbagliato… è un libro bellissimo! Compratelo!
Si salutano.
Claudio: Oh, comunque è stato interessantissimo quello che ha detto su Nubi!
Samantha: Eh, sì…
Al ristorante.
Matteo: Ma poi ti hanno detto dov’è che vendono ‘sto Flashfumetto?
Paolo: Senti, non chiedere a me, io sono solo un consulente…
(in ordine di apparizione: Samantha Luciani, Claudio Nader, Paolo Interdonato, Matteo Stefanelli)
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L'intervista, se non si fosse ancora capito, è realizzata per FlashFumetto insieme a Samantha, mica da solo, eh!











